Don Verzé, in lacrime, saluta l'amico Cal
![]() Mario Cal |
Puntuale, alle 11.30, il feretro di Mario Cal ha varcato la soglia della camera ardente allestita all'interno della basilica dell'ospedale San Raffaele, nell'edificio sovrastato dalla cupola trasparente, lo stesso in cui, al sesto piano, lunedì' Cal si e' tolto una vita con un colpo di pistola. Fiori di ogni colore, legno chiaro, e affianco una corona con un nastro viola :"Vigilanza San Raffaele" a testimoniare il dolore del personale dell'ospedale.
La vedova, Tina Besana, Don Luigi Verze' e la dottoressa Raffaella Voltolini, direttore generale dell'universita', sono i primi ad avvicinarsi alla bara per un saluto mentre il sacerdote inizia la preghiera in ricordo di Cal. Oltre a numerosi dirigenti e personale dell'ospedale, chi in camice, chi in vestito scuro, a salutare la bara e' giunto anche don Mazzi, presidente di Exodus, a pochi minuti dall'apertura della camera Don Luigi Verze' ha lasciato la camera ardente mentre la vedova Tina Besana e' rimasta seduta in prima fila. Iniziata la preghiera del rosario, pronunciata dalle suore spagnole, man mano dalle sedie i presenti si recano a sfiorare la bara per un saluto, e non mancano di stringere poi la mano alla vedova, porgendole le condoglianze.
![]() Il funerale di Mario Cal LE IMMAGINI |
A LETTERA-TESTAMENTO - Tre giorni prima di spararsi un colpo alla testa nel suo ufficio al San Raffaele, Mario Cal aveva inviato una lettera-testamento in cui veniva di fatto contestata l'entrata del Vaticano nel salvataggio del San Raffaele preferendo invece come salvatore Giuseppe Rotelli. Destinatari, tutti i consiglieri di amministrazione del cda travolto dalla voragine dei debiti, il collegio sindacale, il prefetto di Milano, il ministro della Salute e i revisori dei conti.
Tramite la società di famiglia Velca, Rotelli era disposto a investire immediatamente 250 milioni di euro con la garanzia di fare fronte a tutti i pagamenti. Ma, alla fine, le scelte di don Verzé sono andate in altra direzione. L'ultimo saluto a Mario Cal sarà dato oggi alle 14.30 sotto la stessa Cupola che l'ha visto uccidersi.
60 GIORNI PER SALVARE IL SAN RAFFAELE - Meno di due mesi di tempo per risanare il San Raffaele. È l'ultimatum dato dal Tribunale fallimentare di Milano al gruppo ospedaliero nell'incontro a Palazzo di Giustizia tra l'ex ministro Giovanni Maria Flick, affiancato dall'avvocato Franco Gianni, il presidente della IV sezione, Filippo Lamanna e il pubblico ministero Luigi Orsi. Un margine di tempo risicato per il gruppo fondato da Don Luigi Verzè considerando che Flick aveva chiesto ai magistrati almeno tre mesi per fare gli accertamenti contabili sullo stato finanziario dell'ente e per predisporre un piano di salvataggio che si presume sia un concordato preventivo. Per rispettare la scadenza del giudice, fissata al 15 settembre, la persona più adatta sembrerebbe proprio Enrico Bondi, che domani potrebbe tornare a imboccare la strada che lo porterebbe a diventare commissario come ai tempi del crack Parmalat. Al momento è soltanto un'ipotesi ma col passare delle ore appare sempre più verosimile che domani il consiglio d'amministrazione del San Raffaele, ormai targato Vaticano, affidi un mandato come super-consulente al 'risanatorè di Collecchio col compito di tirar fuori dalle secche il San Raffaele, che rischia di fallire con un buco da quasi un miliardo di euro.
Nel corso dell'incontro inoltre i magistrati hanno sostenuto che il gruppo ha liquidità sufficiente per pagare i dipendenti, i fornitori e le altre passività correnti. Inoltre,alla nuova gestione del San Raffaele è stato chiesto di operare nella «massima trasparenza» in termini di contabilità, valutazione delle attività compiute nel passato e nel presente e nella gestione delle garanzie di pagamento delle spese correnti, senza quindi aggravare la situazione finanziaria del gruppo. Su questo solco sembra inserirsi la presa di posizione della presidenza della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor che dopo le indiscrezioni apparse sui quotidiani in serata smentisce «categoricamente e nettamente ogni supposizione, anzi illazione, sulla costituzione di conti neri all'estero nonch‚ di contabilità parallele durante la passata gestione della Fondazione». Infine, la Procura ritiene che i nuovi esponenti del Cda siano «giuridicamente precari» in quanto non è ancora stato cambiato lo statuto della Fondazione e Don Verzè, che la presiede, puù in qualsiasi momento revocare il loro mandato.
Il piano quindi comincerà ad essere discusso veneerdì per la prima volta dal consiglio guidato da Giuseppe Profiti. Allo stato attuale, spiegano fonti vicine alla nuova gestione, tutte le ipotesi sono valide e non è stato ancora deciso quale strada seguire: il concordato preventivo come proposto dai consulenti storici del San Raffaele (Arnaldo Borghesi, Marco Arato e Giovanni La Croce) sembra ancora favorito ma ancora non si esclude del tutto l'amministrazione straordinaria ai sensi della Legge Marzano, peraltro già testata da Bondi nel 2003 quando fu introdotta nell'ordinamento per gestire il fallimento Cirio e Parmalat. Il consiglio di domani dovrebbe ufficializzare quindi l'arrivo di Bondi come consulente esterno affiancato dall'avvocato Gianni, col quale aveva già lavorato fianco a fianco nell'ambito del fallimento della Parmalat.
LA PRESIDENZA DEL SAN RAFFAELE SMENTISCE 'ILLAZIONI SU CONTI NERI ALL'ESTERO" «La presidenza della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor, a proposito di alcune notizie pubblicate in data odierna da organi di stampa, smentisce categoricamente e nettamente ogni supposizione, anzi illazione, sulla costituzione di 'conti neri' all'estero nonchè di contabilità parallele durante la passata gestione della Fondazione». È quanto si legge in una nota dell'Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano.
INCONTRO FLICK-PROCURA, CHIAREZZA SU REALI GRANDEZZE ECONOMICHE - Un'operazione di chiarezza sulle reali grandezze economiche del gruppo San Raffaele di Milano. È quello che hanno chiesto il pm di Milano Luigi Orsi e il presidente della seconda sezione civile del Tribunale fallimentare al neo consigliere della Fondazione Giovanni Maria Flick, durante il colloquio di oggi pomeriggio. Una linea di condivisione, dunque, tra la Procura di Milano e il nuovo cda del San Raffaele, che aveva posto al primo punto per il risanamento del Gruppo fondato da don Verzè, proprio la necessità di fare piena chiarezza sulle sue reali grandezze contabili, ritenendo che un piano di risanamento debba poter poggiare su un quadro di dati attendibili proprio a garanzia dei creditori.



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