San Raffaele/ Esclusivo, ecco l’ultimo progetto di Don Verzè. Rotelli non taglierà su ricerca e università. Il suo rapporto con Formigoni
| Che cosa ci faceva, due sere fa in un noto ristorante milanese della zona di Piazzale Susa, un gruppo di imprenditori insieme a professori e ricercatori del San Raffaele, l’ospedale fondato da don Luigi Verzè e – dopo una tormentata vicenda – acquistato da Giuseppe Rotelli? Affaritaliani può svelarlo: si parlava – a quanto pare - di un progetto scientifico del valore di miliardi di euro che sarà presentato prossimamente. Un ultimo regalo di don Verzè? Saperlo… |
Di Antonino D’Anna
Per il San Raffaele, l’ospedale fondato da don Luigi Verzè, il futuro potrebbe non essere lacrime e sangue come qualcuno all’interno della struttura acquistata da poco da Giuseppe Rotelli aveva preventivato. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, infatti, Rotelli starebbe pensando a salvare completamente il San Raffaele, cioè non tagliando sulla ricerca (in cui l’ospedale che fu di don Verzè è un polo d’eccellenza) e l’Università Vita-Salute San Raffaele. “Rotelli è il presidente del Gruppo Ospedaliero San Donato – spiega una fonte dal San Raffaele ad Affari – ed è molto bravo a fare business. La tecnica che sino ad oggi ha usato è stata quella del contenimento dei costi attraverso una gestione mirata”, che in alcuni casi ha inciso anche sulla ricerca.
SALVATA LA RICERCA? - Questa volta, però, assicura la fonte: “Col San Raffaele non succederà. Rotelli vede in quest’ospedale come il coronamento di un lungo sogno e di un impegno durato decenni nel settore ospedaliero (accanto a questo c’è l’editoria, con una partecipazione in RCS, N.d.R.) e conosce il prestigio internazionale della struttura”. Per questo motivo, spiega la fonte, le linee guida sarebbero essenzialmente due: “Sia pure con la giusta amministrazione, il San Raffaele non perderà – a quanto si dice – né la ricerca, né l’università. Del resto, a proposito di debiti, Rotelli ha ampia liquidità e può procedere al meglio”. Per inciso, la liquidità sarebbe molto alta. Già che ci siamo: la fonte osserva che “Da quasi un mese un noto giornale di Milano non parla più di Rotelli, che pure il giornale ha seguito per tutta la durata dell’operazione San Raffaele. Qualcuno dice che non sia un caso, ma a me pare una malignità e basta”.
IL RAPPORTO CON FORMIGONI – La fonte proietta poi un retroscena interessante. Come già Affari ha scritto a proposito del Policlinico Gemelli, Rotelli sarebbe vicino a Roberto Formigoni, il governatore lombardo. Ma nell’operazione San Raffaele il governatore avrebbe avuto qualche disappunto: “Formigoni ha una grande frequentazione con Ivan Colombo, ad di Humanitas” e nel biennio 2008-2010 presidente del Gruppo merceologico Sanità di Assolombarda. Colombo fa parte dei “Memores Domini” (a cui appartiene anche Formigoni)”. Si tratta di un’associazione nata in seno a Comunione e Liberazione negli anni ’60 e riconosciuta dalla Santa Sede (precisamente dal Pontificio Consiglio per i Laici) nel 1988 come associazione internazionale di fedeli di diritto Pontificio che oggi racchiude circa 1.600 persone e 400 Aspiranti con una presenza in 32 paesi (13 quelli europei). Secondo la fonte, Colombo avrebbe tifato per la vittoria della cordata Ior-Malacalza (Vittorio Malacalza, imprenditore genovese), contagiando con il suo entusiasmo anche Formigoni. Ma la vittoria di Rotelli – vista in Regione da ambienti vicini a Formigoni come un colpo di mano – avrebbe costretto il governatore a stringere ulteriormente i rapporti con Rotelli, addirittura attraverso “un ufficiale di collegamento”. Chi sarebbe? Si fanno tanti nomi, compreso quello di Massimo Guarischi.
HUMANITAS E SAN RAFFAELE - Il tifo di Colombo, peraltro, sarebbe stato corroborato da quanto risulta ad Affari da fonti di Oltretevere: “Se lo Ior (la banca vaticana che faceva parte della cordata concorrente di Rotelli, N.d.R.) e Malacalza avessero vinto la gara per l’aggiudicazione del San Raffaele in difficoltà, lo Ior si sarebbe sfilato dando spazio all’Humanitas dopo l’operazione. Almeno, questo si è detto in Vaticano fino a quando la cordata con Malacalza non ha voluto rilanciare all’asta per l’ospedale e Rotelli si è quindi aggiudicato la struttura”, dice una fonte.


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