Salvini, dalla camicia verde al doppiopetto
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Matteo Salvini ha smesso la camicia verde per indossare il doppiopetto. La svolta qualche settimana fa, proprio con un'intervista ad Affaritaliani.it, in cui diversamente dal solito spargeva miele su Letizia Moratti sottolineando il cambio di marcia del sindaco che, parole sue, "non sta più tutto il giorno negli uffici di Palazzo Marino ma è scesa tra la gente". Ma a che cosa si deve la svolta radicale del leader della Lega milanese, nonché unico consigliere comunale del Carroccio a Palazzo Marino? Semplice, l'idea non tanto nascosta di diventare vice sindaco nella prossima legislatura, De Corato permettendo. Se i pidiellini, Ignazio La Russa in testa, insistono per la riconferma di De Corato, la Lega, praticamente decaduta la candidatura a sindaco di Umberto Bossi, ha posto un'unica condizione all'appoggio al Moratti bis: avere il ruolo di vice sindaco.
Il refrain leghista da Castelli a Boni infatti è sempre lo stesso: "E' il minimo che ci possono dare: in tutte le amministrazioni del Nord, dove c'è un sindaco del Pdl il vice è del Carroccio e viceversa". Saranno Bossi e Berlusconi, dopo le primarie del Centrosinistra, a dare il via libera all'ufficializzazione della ricandidatura dell'attuale sindaco. E proprio davanti al camino di Arcore decideranno chi affiancarle come vice. E in testa alla lista dei papabili del Senatùr c'è un solo nome: quello di Matteo Salvini. Anche perché il consenso tra i milanesi dell'europarlamentare del Carroccio è in costante ascesa.
Daniele Riosa



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