La Russa critica il questore. Ma Maroni lo difende

Lunedì, 14 dicembre 2009 - 17:50:00
"All'epoca dello spionaggio fotografico di Villa Certosa banalizzato come gossip politico feci presente che la questione era invece rilevante sotto il profilo della sicurezza del premier. Il gravissimo episodio di cui è rimasto vittima Silvio Berlusconi comprova in modo preoccupante un inadeguato e lacunoso sistema di protezione del presidente del Consiglio". Lo afferma Carmelo Briguglio del Pdl, vicepresidente del Copasir. "Il fatto dimostra - spiega - che invece il lancio di una statuetta sarebbe potuto verificare, molto agevolmente e senza particolari difese, l'assassinio del Capo del Governo. Un'eventualità, come abbiamo visto tutt'altro che ipotetica, che coinvolge la sicurezza nazionale del nostro Paese e il livello di efficienza dei nostri servizi d'informazione. Credo che il Copasir dovrà tornare ad occuparsi della questione con la massima attenzione e serietà".

Aria di bufera, nei palazzi della "sicurezza" meneghini. Questore e Prefetto sono nel mirino dopo l'attentato a Silvio Berlusconi. Il vicesindaco Riccardo De Corato si appella - in una battuta ad Affaritaliani.it - alle decisioni del ministro Maroni: "E' lui che deve decidere sul futuro dei vertici della sicurezza a Milano. Così, se De Corato abbozza ("I responsabili delle forze dell'ordine non hanno brillato per l'organizzazione", Massimo Corsaro, vicecoordinatore lombardo del Pdl, affonda senza mezze misure: "Non si è mai vista una manifestazione con il capo del governo in cui si permette ai contestatori di mischiarsi con chi va ad ascoltare. Penso che siano necessarie delle spiegazioni sulla gestione dell'ordine pubblico".

Ancora più deciso il ministro della Difesa Ignazio La Russa: "I capi della polizia hanno consentito a chi voleva disturbare di arrivare a ridosso della manifestazione. E la tensione può avere agitato ulteriormente la psiche di Massimo Tartaglia, l’aggressore di Berlusconi"

La Russa Maroni

ROBERTO MARONI - Ha voluto ribadire che "l'Ordine pubblico e' stato fatto secondo le regole. Ma il premier ha rischiato di essere ucciso" il ministro degli interni Roberto Maroni intervenuto in conferenza stampa al termine del vertice della sicurezza tenuto stamani in Prefettura a Milano, riguardo all'aggressione subita ieri dal premier al termine del comizio in piazza Duomo. Al comizio di ieri di Silvio Berlusconi a Milano, "C'erano degli infiltrati con le bandiere del Pdl che sono stati allontanati da sotto il palco". Lo ha reso noto il ministro degli interni Roberto Maroni, nella conferenza stampa in Perefettura a Milano al termine della riunione sulla sicurezza.

Maroni ha poi comunicato che sulla questione domani riferira' a Camera e Senato. Il ministro dell'Interno sottolineando che i controlli sono stati accurati ha poi spiegato che grazie alle misure di sicurezza e' stato possibile evitare che un gruppo organizzato di contestatori si presentasse sotto il palco con bandiere del Pdl per poi esporre uno striscione violento contro il Premier. "E' stato un episodio gravissimo che deve essere condannato da tutti - ha poi ribadito Maroni - e purtroppo così non e' stato. Non e' pero' stato un problema di ordine pubblico, trova origine nel clima violento e nella dialettica politica che non rientra nei canoni della normalita'".

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni, dopo l'aggressione di ieri al presidente del Consiglio ha annunciato che verranno valutate misure di sicurezza personali per Silvio Berlusconi. «Le persone addette alla sicurezza di Berlusconi sono dei professionisti - ha detto Maroni -. Bisogna però sapere che la sicurezza del presidente del consiglio è demandata ai servizi segreti e non al ministero dell'Interno. Valuteremo come fare per il futuro». Maroni ha quindi spiegato che la sicurezza in un luogo pubblico è molto più difficile da controllare rispetto a un luogo chiuso, come per esempio lo stadio: «Berlusconi ha tutto il diritto - ha spiegato - di avvicinarsi ai suoi sostenitori, perchè questa è la democrazia ed è la politica».

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