Dal welfare ai rom, dal lavoro delle onlus alla commissione antimafia: ecco le richieste del Terzo settore a Pisapia
Rivedere il sistema del welfare comunale, un maggiore coinvolgimento delle associazioni nella programmazione delle politiche sociali, istituire al più presto la commissione comunale antimafia. Sono alcune delle richieste che le associazioni del terzo settore milanese rivolgono a Giuliano Pisapia, eletto ieri sindaco di Milano con il 55% delle preferenze.
"Chiediamo di poter contribuire a definire le linee su cui la giunta si muoverà in tema di disabilità -dice Fulvio Santagostini, presidente di Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità)-. Vorremmo un sistema che dia più spazio alla vita indipendente, che metta al centro il progetto di vita delle persone". La speranza è poi che l'Expo 2015 sia una grande occasione per ridisegnare la città in senso più inclusivo e vivibile per tutti: "Partire dalle persone con disabilità per migliorare la qualità della vita di tutti", conclude Santagostini.
Anche dagli operatori dell'Opera Cardinal Ferrari arriva una richiesta precisa: "Maggior coinvolgimento nella programmazione delle politiche sociali, soprattutto a livello territoriale", commenta Mariateresa Sarati. Inoltre dall'Opera chiedono al sindaco Pisapia di rivedere la norma che prevede la residenza di almeno cinque anni sul territorio comunale per ottenere un sussidio. "Noi ci occupiamo di anziani in condizioni molto disagiate -commenta Mariateresa Sarati-. Chiediamo al Comune la possibilità di interloquire con gli enti, che realmente conoscono le condizioni di disagio delle persone".
E se per quanto riguarda la gestione dei flussi migratori il Comune può fare poco a livello normativo "chiediamo però al sindaco di cambiare impostazione e di passare da una politica securitaria a una politica di accoglienza verso i cittadini stranieri", commenta Pietro Massarotto, presidente del Naga. Inoltre, per quanto riguarda le condizioni dei richiedenti asilo e dei rifugiati politici, Massarotto chiede al Comune di aumentare i posti letto a disposizione di questa categoria (che attualmente sono poco più di 400).
Tema caldo della campagna elettorale che si è appena conclusa, la questione rom. "Chiediamo al sindaco di rimettere mano alle politiche che sono state adottate negli ultimi tre anni - dice Maurizio Pagani, presidente dell'Opera Nomadi di Milano-. Bisogna riprendere un ragionamento costruttivo sulla politica abitativa e rimettersi a discutere con le comunità zingare i piani di sviluppo e integrazione nella città di Milano". Pagani propone poi al sindaco Pisapia di incontrare a palazzo Marino una delegazione di rom e sinti: un "forte gesto simbolico" per segnare una rottura con il passato.
Precise e mirate invece le richieste di Ilaria Ramoni, di Libera-Milano: "Chiediamo semplicemente al sindaco di rispettare il suo programma: costituzione della commissione comunale antimafia, istituire l'autorità garante della trasparenza amministrativa in Comune e che ci sia grande attenzione ai temi della legalità".
Don Colmegna: "Chiediamo al sindaco Pisapia di valorizzare la società civile" - "Chiediamo al sindaco Giuliano Pisapia di valorizzare la società civile, facendola diventare parte attiva nella programmazione comunale delle politiche sociali", è la richiesta che arriva da don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità, all'indomani del cambio a Palazzo Marino. Una richiesta che si unisce a quella di tante altre associazioni del terzo settore (vedi lancio precedente). Richiesta condivisa da Fabrizio Tagliabue, del Forum Terzo settore Lombardia che chiede a Pisapia di "far ripartire la programmazione partecipata. E di coinvolgere in modo strutturato le risorse del Terzo Settore milanese nella programmazione dei servizi e nella mappatura delle risorse. Con la giunta precedente –puntualizza - questo era avvenuto tardivamente".
L'obiettivo è quello di costruire assieme il piano di zona, frutto della programmazione partecipata tra le diverse realtà. Dal Forum arriva poi la richiesta di sostenere le politiche per l'integrazione e di prestare attenzione all'area socio-sanitaria. "Una capitale europea avanzata non può costruire l'Expo 2015 e non avere una politica sociale all'altezza delle sfide future -interviene Claudio Figini, presidente del Cnca Lombardia-. Chiediamo che il vento cambi davvero, non solo sui manifesti elettorali ma nei fatti. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, mettendo a disposizione della città competenze, esperienza e coerenza". La speranza espressa dal presidente del Cnca è che la paura del diverso non venga più utilizzata come strumento per conquistare consenso e che i temi sociali "non vengano più strumentalizzati ma affrontati con serietà e competenza. E che tornino in cima all'agenda politica di questa città". Ma c'è anche l'esigenza di mantenere la continuità con le buone esperienze del passato: "Chiediamo che non vada perso il lavoro fatto finora -dice Magda Baietta, della Ronda della carità-. Che ci sia coordinamento tra le varie associazioni che si occupano di assistenza ai senza dimora: per non duplicare gli interventi e per evitare lo spreco di risorse". Anche in questo caso, le associazioni vogliono essere "parte attiva nella costruzione delle politiche di intervento".



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