Regionali/ Savino Pezzotta (Udc) ad Affaritaliani.it: “Punto a vincere”. Formigoni? Condizionato dalla Lega”
![]() Savino Pezzotta (Udc) |
Partiamo dal programma. Quali sono i punti qualificanti?
"Ce ne sono tanti".
Il principale?
"Partiamo da un'affermazione molto chiara mutuando una frase di Don Sturzo: un programma politico non s'inventa, si vive e non può essere un elenco di proposizioni dogmatiche né una lettera morta ma è una realtà vivente. Proprio per questo non presentiamo un programma di 400 pagine in quanto non crediamo, visto come cambiano velocemente le cose negli ultimi tempi, che si possa fare una programmazione di tipo socialista".
Dunque?
"Diciamo quali sono secondo noi i problemi che meritano di essere affrontati partendo dalla realtà che viviamo".
Il problema più urgente in Lombardia?
"Si chiama lavoro e piccola impresa e partiamo da lì: dal sostegno alla piccola impresa per reggere la crisi, per innovarsi e per progredire; collegando, per esempio, l'università alla realtà produttiva per far tornare la Lombardia a essere l'elemento trainante del nostro Paese".
Anche la sanità così com'è gestita non vi piace….
"Il modello lombardo avrebbe bisogno di un monitoraggio visto che qualche incidente di percorso in questi mesi c'è stato. In secondo luogo bisogna accorciare le liste d'attesa per ridurre i tempi. Inoltre proponiamo che la politica esca dalla sanità: si limiti a dare gli indirizzi, ma la scelta dei dirigenti non va fatta sulla base dell'appartenenza ai partiti ma considerando il merito e la competenza. E poi c'è un'altra proposta a cui tengo particolaremente…".
Quale?
"L'abbassamento del 10% dell'indennità dei consiglieri regionali e di coloro che sono chiamati dalla Regione ad amministrare le società regionali. Riteniamo che la politica debba fare qualche sacrificio".
In che cosa è mancata la giunta Formigoni in questi anni?
"Ha perso la spinta propulsiva. Un aspetto che si rileva anche nelle dichiarazioni dell'attuale governatore che ricorda il lavoro fatto, ma si dimentica di dire quanto bisogna fare per affrontare una crisi che cambierà profondamente la Regione. Formigoni si è lasciato troppo condizionare da chi vorrebbe vedere la Lombardia chiusa nella Padania, mentre la nostra Regione dovrebbe essere una parte significativa dell'Europa".
Sta dicendo che Formigoni è ostaggio della Lega?
"Sicuramente è condizionato".
Quale percentuale si prefigge di ottenere?
"Glielo dico il giorno dopo le elezioni perché mi prefiggo il massimo: non pongo limiti alla provvidenza e alla saggezza degli elettori. In questi giorni caotici di manifestazioni e contromanifestazioni, di liste sbagliate in cui nessuno ha ammesso le proprie colpe, ci presentiamo come una posizione più temperata, più mite e più ragionevole. Vogliamo rompere con questo bipartitismo chiassoso, rissoso e che sempre cerca il nemico da sconfiggere e non le cose da costruire".
Il caos liste farà perdere voti a Formigoni?
"Penso che la gente ci dovrebbe riflettere attentamente: abbiamo udito parole e fatti strani. Non si può gridare al golpe quando bastava sedersi attorno a un tavolo e trovare una soluzione condivisa: credo che questo abbia messo in allarme i cittadini sulla volontà di prevaricare che qualcuno ha manifestato".
Una qualità di Penati e una di Formigoni?
"Non mi metto a dare giudizi. Sono competitori che rispetto ai quali riconosco capacità e attenzione che però hanno un programma diverso dal mio".
Come vi comporterete in consiglio regionale?
"Se saremo all'opposizione cercheremo di farla in maniera costruttiva per consentire di governare meglio, senza preconcetti e tenendo sempre presente il bene dei lombardi e della Regione".
Se Formigoni dovesse offrirvi un assessorato?
"Rispetteremo il mandato degli elettori".
Sarebbe a dire?
"Se gli elettori ci manderanno all'opposizione staremo lì come abbiamo fatto a livello nazionale: da due anni, a livello nazionale, abbiamo adottato un'opposizione seria, attenta, corretta e non pregiudiziale tenendo conto degli interessi e dei problemi degli italiani: è uno stile nuovo".
Intanto alcuni componenti dell'Udc lombarda, capeggiati dal comasco Gian Pasquale Bertossi, in disaccordo con la linea Casini, hanno lasciato il partito per confluire in Rinnovamento democratico…
"L'Udc non è una caserma, è un partito libero e aperto e chi non condivide le scelte fatte è libero di andarsene: chi preferisce andare sotto padrone da un'altra parte è libero di farlo".
All'interno dell'Udc si sono registrate tensioni sulla candidature della Ferretto. Come mai?
"Abbiamo presentato delle liste corrette: non abbiamo avuto osservazioni sulle firme perché non abbiamo aspettato l'ultimo secondo a comporle. Forse sono altri che insinuano separazioni che io non vedo e lo fanno magari per nascondere le loro magagne".
Daniele Riosa



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