Regionali, Penati pronto a ritirare il ricorso se...
"Se il governo ritira il decreto io mi impegno a non presentare alcun ricorso". Lo ha detto il candidato del Pd alla presidenza della regione, Filippo penati, a margine dell'incontro di Confindustria Lombardia 2010, in merito al decreto cosiddetto salvaliste. "Questo decreto legge ha introdotto un grande elemento di incertezza e instabilitò. Le responsabilità di Berlusconi, Bossi e Formigoni sono grandissime. Si è aperta una grande incertezza sull'esito del voto, sul fatto se si può andare a votare o se c'è il rischio di un annullamento. È stato fatto un capolavoro di arroganza, prepotenza e inefficacia. Credo - ha proseguito Penati - che chi ha fatto questo pasticcio debba fare un passo indietro, il governo dica che è stato improvvido, sbagliato fare questo decreto. Si ristabilisca il vulnus che si è creato nel sistema democratico. Si dica che le regole vanno rispettate e la si smetta con la politica dei privilegi. Se il centrodestra a Roma farà il primo passo credo ci sia la possibilità di fermare le carte bollate. Se il governo ritira il decreto io mi impegno a non presentare alcun ricorso. Chi ha fatto questo pasticcio deve fare non uno ma due passi indietro, riconoscere che si è cercato di risolvere il problema con prepotenza e arroganza". Inoltre, secondo penati, ha dato "non una sberla ma un cazzotto al federalismo" perchá interviene in una materia di competenza regionale. "Questo decreto sacrifica la Lombardia per risolvere una questione romana". 
"Si tratta di due casi assolutamente diversi come anche le sentenze dei Tar hanno dimostrato". Cosi' il presidente della Regione Roberto Formigoni sulla questione delle liste per le prossime elezioni regionali in Lazio e Lombardia, a margine dell'inaugurazione della Aims Academy all'ospedale Niguarda. "Qui in Lombardia - ha spiegato - la mia lista non e' mai stata esclusa se non in maniera scorretta. Un po' diverso e' il caso del Lazio".
"Gli unici ai quali non viene contestata nessuna irregolarità sulle liste è l'unione di centro. Non serviva il decreto, perché in un paese normale, e noi non lo siamo ancora, si attiva la magistratura, che è l'organo di controllo. È stata fatta una forzatura inutile, che ha creato solo una tensione e un clima di sospetto anche tra i cittadini. Credo abbiano fatto un grave errore". Lo ha detto il candidato dell'Udc alla presidenza della Regione, Savino Pezzotta, a margine dell'incontro Confindustria Lombardia 2010, in merito al decreto cosiddetto salvaliste. Noi, ha detto Pezzotta, "cominceremo a parlare di cose concrete. Ciò che mi ha turbato in questi giorni di questa polemica violenta è il tono, in democrazia non si usa parlare di complotti, e poi che abbiano messo da parte alcune questioni pesanti come la situazione occupazionale con l'aumento della cassa integrazione, i fallimenti delle piccole e medie imprese che sono a livelli mai raggiunti prima in Lombardia. Dobbiamo riportare il dibattito su questi problemi".



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