Redditi, ceto medio in ginocchio. Colpiti giovani e dipendenti

Aumenta il costo della vita, soprattutto per coppie coniugate monoreddito con figli a carico, giovani lavoratori ed extracomunitari, e la politica dei tagli e dei sacrifici sta facendo il resto: così, secondo Acli, la crisi negli ultimi 4 anni ha messo il ceto medio in ginocchio rendendolo più vulnerabile. E' quanto emerge dall'indagine svolta sulle dichiarazioni fiscali del ceto medio dalle Acli provinciali di Milano, Monza e Brianza in collaborazione con l'università Cattolica e presentato stamani con un suggerimento per il governo: "La ridefinizione delle aliquote fiscali, degli importi deducibili e detraibili sono il vero banco di prova per una riforma fiscale che voglia essere più equa e giusta e realmente a sostegno dei soggetti e delle famiglie più' vulnerabili. Ad esempio con la ridefinizione dell'isee, e l'attuazione compiuta dei Lea e dei Liveas".
I risultati dello studio effettuato sulle famiglie fiscali, passate da 84mila nel 2007 a 119mila nel 2010, mostrano come l'inflazione e il caro vita hanno spazzato via la debole crescita dei redditi, del 2,54%, evidenziando una reale perdita di potere di acquisto di quasi il 3%, pari a 779,2 euro. Gli effetti della crisi non sono uniformi, i più' colpiti sono stati i giovani under 30 e i lavoratori dai 30 ai 40 anni, che hanno visto calare il proprio reddito del 6% e del 5,39%, se dipendenti, la loro situazione e' peggiorata ulteriormente. Oltre al calo delle entrate, sui giovani ha pesato molto la precarieta': oltre un giovane su quattro sotto i 29 anni ha avuto più di un contratto di lavoro in un anno, rispetto al dato medio del 15%. Eta' a parte la categoria professionale più penalizzata e' stata quella dei dipendenti, con un calo del potere di acquisto del 2,77%, se la cavano meglio, nonostante tutto, i pensionati che a fine quadriennio perdono in termini reali lo 0,66%. Nella penalizzazione generale dei redditi, dalla ricerca emerge comunque un gender gap medio tra i redditi di circa 9mila euro che, nel caso di coniugi di coppie bireddito raggiunge i 12mila euro.
Pur trattandosi di famiglie italiane nel 95% dei casi, dall'indagine Acli emerge anche forte rischio marginalita' per quelle extracomunitarie che costituiscono il 3,4% del campione e che hanno registrato un calo del reddito medio in 4 anni del 10,19%: "si rivela un gruppo particolarmente debole ed esposto agli effetti della crisi". Focalizzandosi sulle differenti tipologie famigliari, Âcli ha anche osservato come le famiglie coniugate monoreddito hanno visto abbassarsi il reddito di quasi il 5%, gia' molto di più' di coniugi bireddito, 3,14%, se non dei vedovi, con lo 0,89%. Considerando anche il genere, i più' penalizzati sono i maschi divorziati che in 4 anni hanno dovuto far fronte ad un calo di reddito medio dell'8,38%. La separazione, infatti, assieme ad ogni altro tipo di imprevisto o emergenza anche banale "trova le famiglie impreparate e disarmate perche' gia' arrancano per sopravvivere alla crisi". E' cio che preoccupa maggiormente anche Gianni Bottalico, presidente dell'Acli provinciale: "cresce la fragilita' che porta al rischio di poverta'". "Bisogna rafforzare i servizi e pensare ad un nuovo modello di welfare che aiuti questo cedo medio - ha suggerito - sono loro la spina dorsale del paese, e va aiutata e protetta questa classe che ci puo' portare fuori dalla crisi".


Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.






































