Reazioni/ Soddisfazione da Comune, prefetto e sindacati
Il comune di Milano esprime la propria soddisfazione per il raggiungimento di un primo accordo riguardante la cessione della Innse di via Rubattino. Grazie alla disponibilità al dialogo mostrata dalle parti e alla mediazione del prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, si è arrivati a una intesa preliminare che ha permesso ai lavoratori di terminare la protesta che durava da giorni.
Per il prefetto del capoluogo lombardo "è stato un negoziato lungo e difficile perché le parti sono state più di una e c'era anche una differenza di prezzo significativa. Di vicende sindacali ne abbiamo risolte tante, questa è importante perché in un momento di difficoltà economica dà soddisfazione aver salvato un'azienda. La protesta è utile per stimolare, poi ci vuole un compratore serio". Lombardi sottolinea di aver avuto contatti costanti con il presidente della regione, Roberto Formigoni, il presidente della provincia, Guido Podestà, e il sindaco, Letizia Moratti, "che anche se non sono stati fisicamente presenti hanno seguito passo dopo passo le trattative".
E la provincia di Milano rende pubblica una nota, ricevuta dall'avvocato Giambattista Lomartire, legale dell'ex proprietario della Innse Silvano Genta: "Fondamentale per il salvataggio della Innse, frutto della mediazione svolta dal prefetto Gian Valerio Lombardi, s'è rivelato il ruolo che la provincia di Milano ha recitato per tutta la durata del confronto tra le parti. L'impegno profuso dalla Provincia s'è rivelato, anzi, decisivo nelle ultime ore della trattativa. Alla mezzanotte di ieri, infatti, una cospicua differenza ancora separava le aspettative economiche del mio cliente per la cessione della Innse dall'offerta di acquisto presentata dal cavaliere del lavoro Attilio Camozzi. A questo punto il prefetto, nell'ambito dei suoi costanti contatti con i rappresentanti delle istituzioni, ha contattato l'onorevole Guido Podestà. Ed è stato il presidente della Provincia a evitare che la trattativa saltasse all'ultimo miglio. L'onorevole Podestà ha, del resto, avanzato una proposta basata sulla disponibilità della provincia a coprire, in termini di risorse da destinare alla riqualificazione professionale dei lavoratori della Innse, un terzo del gap rimasto tra domanda e offerta. Venditore e compratore, come aveva chiesto Podestà, si sono, a loro volta, fatti carico dei rimanenti due terzi della cifra".
Anche Onorio Rosati, segretario generale della Camera del lavoro metropolitana di Milano, è soddisfatto: "L'accordo positivo raggiunto per la difficile vertenza della Innse di Lambrate è stato il frutto della determinazione dei lavoratori, della loro Rsu, della Fiom e della Cgil. Questa vicenda dimostra che la difesa del lavoro e la valorizzazione degli impianti possono essere intrecciati quando un imprenditore non privilegia la speculazione finanziaria o immobiliare ma invece sceglie di intervenire sugli assetti produttivi, scommettendo sull'eccellenza dell'industria lombarda".
"L'accordo sull'Innse determina un'ipotesi credibile di salvaguardia di una unità produttiva, cioè di un pezzo della ricchezza del paese. E' doveroso, prima di ogni altra cosa, un ringraziamento ai lavoratori che in una situazione difficilissima ci hanno sempre creduto". Così in una nota Pier Luigi Bersani, responsabile economico del Partito democratico.
"La positiva soluzione della vicenda Innse, con la salvaguardia dell'attività e di tutti i 49 addetti, è motivo di grandissima gioia e di fiducia. Nonostante gli interventi repressivi e le provocazioni delle scorse settimane, grazie alla strenua lotta dei lavoratori si è potuti arrivare a una soluzione positiva per tutti. La vittoria dei lavoratori della Innse è un simbolo e un esempio per tutti, il cui significato si estende ben al di là dei cancelli dello stabilimento milanese". Lo afferma in una nota Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se. "E' la vittoria delle ragioni del lavoro sul profitto e la speculazione: la dimostrazione che le conquiste sociali non si ottengono piegando la testa di fronte all'interesse dei datori ma facendo sentire e valere le proprie motivazioni. Una vittoria della determinazione democratica unitaria e della solidarietà del mondo del lavoro - conclude - che serve da insegnamento e auspicio per l'autunno".



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