Reato di clandestinità : a Milano la prima condanna
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È un algerino il primo straniero condannato per il reato di clandestinità a Milano. Omar Rouis è stato condannato dal giudice di pace a pagare un'ammenda di 5mila euro, sostituita dall'espulsione per 5 anni.
L'imputato, presente oggi in aula, aveva una precedente condanna a un anno e 4 mesi di reclusione per spaccio di droga. Il suo legale, l'avvocato Gabriele Sartirana, sostiene che non può essere espulso perché è ancora pendente il processo d'appello. La sentenza è stata emessa dal giudice Antonio Mazzella, che ha condannato per lo stesso reato alla stessa pena anche un'altro algerino. L'avvio della giornata di udienze ha visto cominciare altri due processi.
Il primo a carico di un ucraino di circa 40 anni il cui legale, l'avvocato Lara La Piscopia, ha sollevato davanti al giudice Elisabetta Zapparoli un'eccezione di costituzionalità. Secondo il legale, la nuova norma contrasterebbe con l'articolo 3 della Costituzione, ma il magistrato ha respinto l'istanza, limitandosi a dire che l'introduzione di questo tipo di reato rientra nella sfera delle competenze del legislatore. Ha quindi rinviato il processo al 23 settembre. Il secondo a carico di un egiziano, Deyaa Mohamed Mahmoud, 21enne con precedenti per droga e senza fissa dimora. Zapparoli ha rinviato il suo processo al 21 settembre perchá l'imputato non si è presentato.
Salgono a quattro le condanne inflitte oggi dai giudici di pace di Milano per violazione della legge che ha introdotto il reato di immigrazione clandestina. Il giudice Orpello ha condannato due algerini arrestati all'aeroporto di Linate il 4 settembre a pagare un'ammenda di 7.500 euro ridotta a 5mila se pagata entro due mesi. Il giudice non ha convertito la pena nell'espulsione degli imputati. In entrambi i casi, il magistrato ha rigettato l'eccezione di costituzionalità sollevata dal difensore, ritenendola "manifestamente infondata" e riservandosi di motivare il rigetto nella sentenza che depositerà tra venti giorni. Secondo l'avvocato Gabriele Lombardo, invece, l'applicazione del reato di clandestinità viola il principio ragionevolezza e proporizioalità stabilito dall'articolo 3 della Costituzione.
Le condanne sono state inflitte ad Aissa Zorouak e a Natali Abdel Kader. I due algerini sono stati arrestati insieme il 4 settembre mentre derubavano un passeggero inglese. Per il reato di furto, però, saranno giudicati dal tribunale ordinario. Interrogato dal giudice, l'imputato ha spiegato, come dimostrato da una ricevuta consegnata alle forze di polizia, di aver fatto richiesta di asilo politico qualche mese fa alla Questura di Roma. In attesa di perfezionare l'istruttoria, era però scappato dal centro di identificazione perchá non aveva i soldi per vivere. Il ragazzo, che ha solo 19 anni, ha interrotto così la procedura, avviata dopo l'ingresso illegale in Italia il 29 agosto 2008, quando è arrivato in Sardegna in gommone. Secondo il pm, ammettendo l'accaduto, l'imputato ha dimostrato la "volontarietà" della condotta tenuta in violazione della legge. Il difensore ne aveva chiesto l'assoluzione, ritenendo che "non è stato appurato il respingimento della richiesta di asilo politico" e quindi "manca il presupposto oggettivo per la sussistenza del reato"



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