Ramadan, la Santanché accusa: mi hanno picchiata
Centinaia di persone hanno preso parte ieri dalle 8 della mattina alla preghiera collettiva per la festa che ha sancito la fine del periodo del Ramadan. Svanita l'ipotesi del Vigorelli, la comunità islamica milanese si è riunita all'esterno della Fabbrica del vapore per pregare. La mattina è stata movimentata dalla presenza di Daniela Santanché che, insieme ad alcuni militanti del suo "Movimento per l'Italia", ha protestato contro la presenza di donne musulmane a volto coperto. Santanché ha denunciato di essere stata aggredita da alcune persone che l'avrebbero anche insultata. 
Daniela Santanché
La Santanché nel pomeriggio è andata all'opsedale Fatebenefretaelli dove le hanno riscontrato "una contusione all'emitorace sinistro e una contrattura alla muscolatura lacero cervicale sinistra": prognosi 20 giorni La comunità islamica però smentisce categoricamente l'aggressione e parla di una provocazione da parte del Movimento per l'Italia. Presenti sul posto diversi uomini della polizia, che hanno riportato la calma e permesso che la festa islamica continuasse. Per Riccardo De Corato, vicesindaco di Milano, "Nove islamici su dieci sono rimasti a casa. Dei 48 mila musulmani regolari presenti a Milano cui vanno aggiunte altre decine di migliaia di clandestini, alla fine sono meno di cinquemila quelli che si sono recati alla preghiera del venerdì o per il Ramadan nei luoghi di culto messi a disposizione dal Comune o da privati". E sull'ipotesi di una moschea in città De Corato rilancia la palla al governo: "Bene ha fatto il sindaco Letizia Moratti a porre l'attenzione sulla questione sicurezza di questi luoghi di culto - ha concluso - e su un'esigenza normativa che li disciplini. E sulla necessità, pertanto, che ci sia un interlocutore nel Governo per affrontare la materia, che ha bisogno di regole certe e uguali a Milano quanto a Palermo"



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