Raffaele Cattaneo ad Affaritaliani.it: "Ecco come cambiano le infrastrutture lombarde. La fusione Trenord-Atm? Bella idea"

Mercoledì, 1 febbraio 2012 - 11:00:00
raffaele cattaneo

di Fabio Massa

L'assessore alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo è un uomo deciso, chiaro. Con Affaritaliani.it affronta a 360 gradi il tema dei trasporti: "Pedemontana? Non mi è piaciuta la variazione di governance. Tem? Entro marzo partono i lavori. Brebemi? L'inchiesta Nicoli ci ha rallentato, ma non siamo preoccupati. La vendita di Serravalle? E' un passo giusto. La Provincia? Faccia in fretta a modificare la compagine sociale nelle società autostradali". E ancora, sulla fusione Trenord-Atm, spiega: "Una ipotesi, ma per ora non c'è altro. Rota? E' entrato in corsa". Infine, sul rimpasto, Cattaneo è chiaro: "Non si può far di tutta l'erba un fascio. Mi sembra ci sia un attacco contro uno dei pochi leader che il Pdl può mettere in campo, Roberto Formigoni"


Assessore, facciamo una ricognizione sulle opere pubbliche. Come stanno procedendo i lavori?
C'è un discorso che riguarda tutte. Questa crisi ha peggiorato le condizioni di finanziamento di tutto e quindi anche delle opere infrastrutturali. Pesa poi una situazione generale di abbassamento della domanda che crea un clima di incertezza. Nonostante questo io rispondo con i fatti, i cantieri stanno andando avanti. I lavoratori operano a pieno regime.

Facciamo un focus su Pedemontana.
Pedemontana è un cantiere in linea con i tempi, che lavora su tre turni, 24 ore al giorno, festivi compresi. Il lavoro lascia sbalorditi per la rapidità e l'imponenza con cui procede.

E' soddisfatto dalla riorganizzazione della governance di Pedemontana?
La mia risposta è chiara: non mi è piaciuta la modifica della governance perché in una fase difficile come questa sia opportuno dare all'esterno l'impressione di una situazione in continuo movimento. L'aver cambiato più volte, nell'arco di pochi mesi, l'amministratore delegato e il presidente, le figure chiave di Serravalle e Pedemontana, non credo che abbia contribuito a rasserenare l'animo di tutti i soggetti coinvolti, già tesi dalle questioni strutturali delle quali ho parlato prima. Detto questo, io sono sempre andato avanti a lavorare: prima con quelli che c'erano prima, adesso con quelli che ci sono adesso. E lavoriamo comunque bene, perché le persone che c'erano erano all'altezza della situazione, così come sono all'altezza quelli di adesso.

Parliamo di Tem.
Il problema della Tem è molto semplice: partire al più presto con i lavori. Entro il mese di marzo. Pensavamo addirittura di poter partire prima, ma poi a Roma ci stanno tenendo bloccati per atti formali che la Regione non può surrogare. Stiamo parlando di un anno di stop per questioni legate a clausole, delibere, firme. Una cosa inconcepibile: qui c'è una burocrazia che difende le proprie prerogative.

Brebemi.
Sembrerebbe essere delle tre autostrade quella nelle condizioni peggiori. Invece secondo me è quella messa meglio. Dal punto di vista dei cantieri, stanno procedendo rapidamente e noi eravamo avviati verso un'anticipazione verso la conclusione dei lavori entro il giugno 2013. Pensavamo di poter concludere all'inizio dell'anno prossimo. Poi c'è stata l'inchiesta che ha coinvolto Nicoli Cristiani e l'impresa Locatelli sui presunti sversamenti, che per adesso non sono ancora stati trovati. Questo ha creato un rallentamento, anche se la magistratura fa bene ad indagare. Qualche ritardo ci sarà, ma non sono particolarmente preoccupato, se la magistratura sarà rapida ed efficiente.

La Regione è preoccupata dal fatto che la Provincia abbia molta difficoltà a sostenere le infrastrutture che ha "in pancia"?
La preoccupazione non è legata solo a Milano. La preoccupazione è generale, per opere che sfiorano i 9 miliardi di euro di investimenti. Di questi nove, uno è di capitali pubblici. E' ovvio che trovare 8 miliardi sul mercato non è cosa semplice, in una situazione come questo. In questo contesto generale, la Provincia sconta la difficoltà del non avere risorse. Podestà l'ha detto per primo.

Come se ne esce?
Non sarà la Provincia di Milano non potrà far fronte a tutti gli impegni. Vanno quindi modificate le compagini sociali. Le differenze di visione tra Regione e Provincia non è sulla strada da percorrere, ma sulle tempistiche. Noi riteniamo che queste modifiche debbano arrivare il prima possibile, per evitare che sia il blocco dei cantieri a imporre la revisione della compagine sociale. Se la Provincia non si muove subito, sarà costretta comunque a quel passo quando sarà in stato di necessità.

La vendita di Serravalle, sia per le quote provinciali che per quelle comunali, preoccupa l'assessore alle Infrastrutture?
No, direi di no. Vedo con favore il fatto che queste società si aprano al mercato. Ho sempre pensato fin dall'inizio che il nostro disegno per realizzare le opere sarebbe stato in piedi grazie all'equilibrio tra un forte concedente pubblico e un forte concessionario privato. Il famoso polo autostradale del nord è un'idea alla quale io guardo da tempo.

Passiamo al trasporto su ferro. Era girato il progetto di una fusione tra Trenord e Atm. Che cosa c'era di vero?
Di vero c'è un'intuizione che potrebbe essere foriera di sviluppi interessanti. Punto. Tra l'altro questi progetti sarebbe meglio farli prima di dirli.

La reazione del presidente Rota è stata forte.
Il presidente Rota è entrato in corsa. Comunque la mia idea al riguardo è questo: quel progetto ha dei pro e dei contro. Nel mondo ci sono modelli diversi che funzionano: c'è il modello francese dove la forza integrazione tra servizi urbani e ferroviari ha creato un'ottima rete, e c'è il modello di Londra dove invece la logica è quella della competizione e della separazione tra operatori. Riflettere sull'idea che nasca a Milano una società sul modello francese non è tabù. Anzi, mi pare una questione sensata. Ai tempi di Catania ritenevo necessaria la condizione che i soggetti fossero "equilibrati" come peso. E visto che Atm avrebbe fagocitato le Ferrovie Nord, questo avrebbe costituito un problema. Ma ora con Trenord abbiamo due soggetti simili per peso.

A proposito di Trenord e Atm, si è scoperto che uno dei più ferventi critici di Trenord, l'ingegnere Dahò, ha poi consulenze in Amat...
In una battuta direi che ognuno dovrebbe cominciare battendo il proprio petto, e non quello altrui. Vedo che quelli che sono abituati a battere il petto altrui, alla fine... Non voglio mettere in croce Dahò, ma questo fatto butta una nuova luce sul personaggio. Apprezzo Dahò quando fa il sindacalista dei pendolari, non lo apprezzo quando più spesso si assurge a unica voce in grado di portare assoluta e indiscutibile la volontà dei viaggiatori. Questo fatto dimostra che non può assumere questo ruolo.

Sempre a proposito di Trenord, due consiglieri Pd hanno criticato il servizio...
E' un assurdo. Noi alziamo progressivamente l'asticella della qualità, per garantire uno sviluppo. Che un meccanismo di questo genere invece di essere apprezzato invece venga addotto a scusa per dire che il servizio non funzione è una fesseria che denota o incompetenza oppure malafede. In valori assoluti credo che sarà facile dimostrare il fatto che non c'è stato un peggioramento delle performance, anzi. Sono migliorate rispetto all'anno scorso.

Chiudiamo sulla questione politica.
Io ho tre idee, molto chiare. Primo: la difesa più forte dell'azione del presidente Formigoni e dei suoi assessori sono i fatti, le cose compiute. Che cosa è più morale: un Kohl che riunifica le Germanie, che porta la disoccupazione a zero e alla fine viene rottamato per finanziamento illecito al partito, oppure una Merkel che tiene le mani in tasca, non se le sporca, e la disoccupazione travolge il paese? Formigoni le mani in tasca non le ha mai tenute, ha operato nel concreto. E i fatti concreti si vedono. La moralità in politica non può prescindere dall'analisi dei risultati.

Il secondo punto.
Secondo: ci sono dei fatti di rilevanza penale che se fossero accertati e dimostrati sarebbero molto gravi e circostanziati. Sarebbero comportamenti inaccettabili. Detto questo però mi sorprende che questi fatti di rilevanza personale abbiano poi un imputato politico che è Formigoni. L'anomalia lombarda di un centrodestra che governa bene e a lungo, inizia a dar fastidio. Dopo aver fatto fuori Berlusconi, adesso viene attaccato uno dei più accreditati successori, uno dei pochi leader che il Pdl può mettere in campo. In questa lotta non c'è esclusione di colpi: sono arrivati a chiamare in causa l'intervento della Chiesa. E forse qualcuno ha risposto a questo gioco.

Terzo e ultimo punto.
Attenzione a fare di tutta l'erba un fascio. Secondo l'educazione cattolica, mi faccio l'esame di coscienza. Il peccato più grave che mi posso imputare è quello di trascurare la mia famiglia per dedicarmi al governo regionale.

Sono tutti come lei i suoi colleghi assessori?
Non mi considero un modello. So che ci sono molti miei colleghi che sono come me, sul pezzo, con l'obiettivo di fare quello che si può per fare bene.

Tutti?
Non tutti. Molti non vuol dire tutti. Ma è sbagliato dire che tutte le mele sono marce.



0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer


Csm/ Catricala': nessun intento aggressivo verso le Toghe
Borsa di Tokyo/ Chiude in rialzo a +0,74%
Siria/ Massacro di Hula, i sopravvissuti accusano il regime
Egitto/ Attaccato il quartier generale di Shafik al Cairo
Terremoti/ Grecia, scossa 3,6 nell'isola di Creta
Superbike/ Gp Usa, Checa vicen gara 1 davanti a Melandri; Biaggi 3
Intesa Sanpaolo/ Pietro Garibaldi nuovo vicepresidente Cds =
Tlc/ F2i con Fondo strategico italiano per sviluppo rete fibra ottica
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Vuoi cambiare casa?

Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
Cerca subito!

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso