Romano La Russa ad Affari: non rinnego il fascismo. I nostalgici stanno dall'altra parte
Di Mariela Golia
"Non so cosa abbia ascoltato Mirabelli. Evidentemente non conosce la trasmissione la Zanzara che è ironica e goliardica. Non abbiamo neanche lontanamente parlato della Costituzione. La mia storia politica da oltre 25 anni in Consiglio comunale, in Consiglio regionale e nel Parlamento europeo è sufficiente. Non credo debba ancora dimostrare lealtà alla Costituzione o alla mia Patria. Non li denigrerei mai. E' strumentale".
Ma lei ha detto delle cose forti...
"Abbiamo analizzato gli anni del consenso e obiettivamente ho espresso i miei pensieri su quel periodo".
Quindi non rinnega quello che ha detto?
"E che cosa avrei detto?"
Lei ha detto: "Io e mio fratello non abbiamo mai negato né neghiamo le simpatie per il regime. Adesso più che mai... Dire che il fascismo sia il male assoluto è da idioti. Non nego una certa simpatia per il ventennio".
"Non c'è bisogno che ricordi che abbiamo una certa simpatia in famiglia, per educazione paterna e per convinzione, per il periodo del consenso dove sono state fatte cose buone e cattive. Dagli anni '30 però cambia il mondo. Ho definito sciagurata l'alleanza con la Germania. Ho detto che il male assoluto non è il fascismo ma le leggi razziali. Ho anche detto che sarei stupido e idiota se pensassi che il regime degli anni '20' possa essere riproposto ai giorni nostri. Forse qualcuno a sinistra invece non ragiona così".
Ovvero?
"I nostalgici stanno dall'altra parte, e lo sono dell'Unione Sovietica. Il loro modo di fare politica, di denigrare e gettare fango sull'avversario non è cambiato. Quando Mirabelli vuole parlare con me di attualità e dei problemi sociali sono qui".
Lei invece non è un nostalgico.
"NOn c'è nulla da rinnegare. Sono tutto tranne che un nostalgico. Altri invece pensano di riproporre un certo modo di fare politica secondo un'ideologia comunista macchiata di sangue e di violenza".



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