Provinciali Milano/ Penati: "La sfida del Pd parte da Milano"
"Davvero è stata una grandissima rimonta. Stamani mi è passata anche l'amarezza di aver perso per una manciata di voti. C'è la dimostrazione nei fatti, concreta, che al nord, a Milano, il centrodestra non è invincibile, non è imbattibile. Anche in un momento di difficoltà del centrosinistra qui la competizione è stata vera, voto per voto: alla fine avrebbe potuto vincere uno o l'altro indistintamente". Così, Filippo Penati, commenta il risultato del ballottaggio perso per poco più di 4mila voti contro Guido Podestà, neopresidente di Palazzo Isimbardi. 
A Milano città poi "mancava poco che la Moratti facesse un comizio al posto di Podestà. Gli ha fatto la lettera, i manifesti; nell'ultima intervista pochi giorni fa era ancora con l'elmetto e la baionetta. Eppure nonostante tutto questo impegno il dato dice che a Milano si è aperta la caccia: la lepre non è più nella gabbia protetta, bisogna rincorrerla, la sfida è aperta. La competizione si traguarderà là". E a Milano si "vota tra due anni; chi guiderà la sfida si vedrà ma questo è il punto di partenza, non si deve tornare indietro. c'è un dato politico di non ritorno", ha detto. "Venerdì andrò a Roma alla direzione nazionale del Partito democratico, poi farò qualche giorno di vacanza. Sarò in consiglio provinciale e non andrò in pensione".
Risponde così, Filippo Penati, a chi gli chiede i programmi per l'immediato futuro dopo la sconfitta elettorale alle provinciali. E considerato il risultato di contenimento sul centrodestra è plausibile un ingresso importante nell'organico del Pd, in vista del prossimo congresso. Ma a chi gli chiede se sta valutando la possibilità di presentarsi alle primarie per la guida del partito di Franceschini, Penati si limita a ripetere "non andrò in pensione". "Il congresso non va rinviato, ma fatto in autunno al caldo di questa campagna elettorale e di questo risultato". Filippo Penati,analizzando il risultato del ballottaggio per la presidenza della Provincia, perso per poco più di 4mila voti, guarda al congresso del partito democratico.
Un congresso che, secondo Penati, deve fissare due punti fondamentali: "Noi abbiamo ingaggiato un confronto sui temi del Centrodestra, non abbiamo girato la testa dall'altra parte, al nord si vince se ci sono alcune condizioni e questo devono capirlo anche a Roma" ed è necessario "ridefinire dei valori, si deve stabilire una tavola di valori". Secondo Penati il Pd, inoltre, deve ripartire dal territorio. Da quei comuni della provincia che "si sono sentiti come l'amata tradita: avevano investito e creduto in noi e si sono sentiti traditi, delusi". Un partito democratico "che non sa ripartire dalle periferie non so pensarlo", ha detto.



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