Provinciali Milano/ Paolo Matteucci ad Affaritaliani.it: "Oliverio? Un voltagabbana. Gatti? Ha paura..."

Mercoledì, 6 maggio 2009 - 13:46:00

LA PROVINCIA? DIGITALE

Un grande, grandissimo evento. Per annunciare quella che dovrebbe essere una rivoluzione, "un salto nel futuro", come dicono a Palazzo Isimbardi e come può anticipare Affaritaliani.it. Il progetto di Davide Corritore "Milano wireless", è infatti in procinto di essere recuperato e ampliato. Filippo Penati, infatti, avrebbe intenzione di cablare l'intera Provincia. Il piano sarà presentato martedì prossimo in via Pergolesi. E i fondi? Ci sono, ci sono, mormorano i bene informati...

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di Fabio Massa

"Oliverio? Un voltagabbana. Gatti? E' il candidato di una forza politica che ha paura di governare". Voce ferma, serena. Parole come pietre, quelle che Paolo Matteucci, assessore di Sinistra Democratica in Provincia, lancia in un'intervista ad Affaritaliani.it. "Abbiamo intrapreso un percorso importante. Spero, dopo le elezioni, in una costituente di un nuovo soggetto della sinistra italiana", spiega l'esponente di Sinistra per la Provincia, la lista che riunisce Sinistra Democratica, Partito Socialista e Movimento per la Sinistra.

Assessore Matteucci, con quale spirito vi siete schierati con Penati?
Noi siamo nell'alleanza che sostiene Penati con lo spirito di coloro i quali hanno discusso e valutato positivamente il lavoro che si è fatto in questi cinque anni. Sarebbe stato contraddittorio abbandonare o scegliere altre soluzioni. Ovviamente siamo una forza politica di sinistra e abbiamo l'ambizione di far rinascere una nuova sinistra in Italia. Una forza della quale si sente il bisogno e la necessità. In definitiva, stiamo con Penati con la nostra autonomia di giudizio e le nostre posizioni. Non mi risulta che siamo ancora al partito unico. Magari ci arriveremo presto, ma per il momento siamo ancora soggetti politici autonomi. Abbiamo intrapreso come Sinistra Democratica un percorso che penso e spero subito dopo le elezioni apra la via a una vera costituente del nuovo soggetto della sinistra italiana.



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L'assessore Oliverio va con l'Udc. Gatti, il consigliere di Sd, ora ex, si candida contro Penati. Voltagabbana in azione?
Andiamo per ordine. Io credo che sia un problema innanzitutto per il candidato Gatti e per le forze politiche che lo sostengono dover spiegare come si sta all'interno di una maggioranza per 4 anni e 11 mesi e poi decidere, un mese prima delle elezioni, di andarsene per conto proprio. Dando anche alcune valutazioni molto critiche rispetto al lavoro che si è fatto insieme.

Gatti è un voltagabbana?
No, in questo caso non userei questo termine. Userei il termine "paura di governare". Loro la pensano così, soprattutto Rifondazione Comunista. Sostanzialmente dicono: in queste condizioni non possiamo governare. Ecco, una posizione così io non la capisco. Si governa o si sta all'opposizione in base a quello che si fa. Non credo che siamo di fronte a un atteggiamento di voltagabbana. Ma a una paura di assumersi le responsabilità di governo. Per governare bisogna mediare. La mediazione non è un disvalore. Ma mi lasci dire una cosa sul voltagabbana...

Prego.
Il voltagabbana si chiama Oliverio, semmai. E' singolare che si passi da uno schieramento politico all'altro in questo modo. Mi sembra un po' tipico di una certa classe politica italiana, che poi purtroppo finisce per penalizzare tutti quelli che fanno politica con serietà e coerenza.

Non sono parole tenere. E se Penati decidesse di fare un accordo con l'Udc?
Io credo che sarà obiettivamente difficile per qualunque candidato presidente che arrivi al ballottaggio stringere dei formali rapporti politici. Detto questo, noi non abbiamo pregiudiziali, ma differenze politiche. Se si dovesse andare al ballottaggio bisognerà valutare, tutti insieme, quali possibili apporti di altre forze possano essere riconosciuti. Questo vale sia per l'Udc che per il candidato Gatti.

Ovviamente voi preferireste "l'estensione" a sinistra...
No, non necessariamente. Vorrei capire, nell'eventualità, quali potrebbero essere gli apporti, il contributo, e il peso. E poi chiariamoci: non è che se non c'è Rifondazione non c'è la sinistra in Provincia. Io non chiudo la porta a nessuno ma voglio anche capire quale sarà la valutazione qualora vi fosse la possibilità di dare un contributo nella formazione della nuova maggioranza.

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