Provinciali Milano/ L’Udc cittadina vota Podestà

Martedì, 16 giugno 2009 - 15:32:00


L'ANALISI DI AFFARI

Provinciali Milano/ Dietro l’astensione l’Udc si spacca

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Il coordinatore milanese dell'Udc, Luca Ruffino, ha comunicato che il suo partito ha scelto di appoggiare il candidato di Pdl e Lega al ballottaggio per le provinciali di Milano. "La mia linea - ha detto Ruffino - non e' in conflitto nei confronti del partito poiché c'è stata una chiara indicazione da parte della segreteria nazionale ad esprimersi liberamente sul territorio: dunque liberamente convintamente voterò Guido Podesta'". Entro stasera saranno affissi 15mila manifesti che recano il nome di Luca Ruffino, il simbolo dell'Udc e l'indicazione di voto per Podesta'. "Voglio ed ho voluto bene a questo partito, un apparentamento col Pdl precedente avrebbe generato sicuramente un consigliere in piu' ma il nostro non e' un problema di poltrona: voglio che gli elettori sappiano che si tratta di una questione di condivisione dei valori".

Nel corso del suo intervento Ruffino ha polemizzato con Tabacci e Pezzotta che sono "risorse importanti per il partito ma devono confrontarsi con la base Udc che non condivide la loro linea". Ruffino infine ha precisato di non aspettarsi nulla da Podestà e di non voler passare affatto al Pdl: "Non c'è merce di scambio". Il segretario dell'Udc di Milano ha infine risposto alle domande dei giornalisti che gli chiedevano conto del confronto con il candidato alla Provincia del suo partito, Enrico Marcora: "Lui non e' iscritto all'Udc: ha fatto un ottimo lavoro ma i voti sono dell'Udc e non di Marcora. Bisogna avere rispetto dei nostri elettori".

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Non si è fatta attendere la dura risposta del segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa che solleva Ruffino dalla carica di  segretario milanese dell'Udc. Un comunicato del partito informa che "il segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa, ha nominato il segretario regionale Luigi Baruffi commissario per il comune di Milano, sollevando dall'incarico l'attuale segretario Luca Ruffino".

"Alla faccia della libertà di voto". Così Luca Ruffino commenta la notizia del suo commissariamento in seguito alla scelta di appoggiare apertamente Guido Podestà al ballottaggio delle provinciali. La notizia della rimozione da parte della segreteria nazionale dell'Udc è arrivata a Ruffino alle 13.47 per mezzo di un fax. Il suo posto sarà preso dal coordinatore regionale Luigi Baruffi, "yes man del partito", come lo definisce lo stesso Ruffino che spiega: "Si sono comportati in maniera scomposta e se un commissario cittadino genera scompiglio nella direzione nazionale di un partito significa che ci ha preso". La reazione di Cesa e Casini, secondo Ruffino, dimostra "la loro grande menzogna" e per questo "sono stati sbugiardati". "Ora sono ancora più fiero della mia scelta, voterò ancora più convinto Podestà e invito gli elettor dell'Udc a fare altrettanto". Ruffino, in conclusione, invita Cesa a convocare "al più presto un congresso" per porre a fine a questa politica "a macchia di leopardo". Quanto al suo futuro nel partito di Casini, replica: "Concludiamo la campagna elettorale per Podestà, poi si vedrà".

"Ma non c'era la libertà di poter appoggiare l'uno o l'altro candidato? Evidentemente neanche questo. Ruffino dice di ritenere di appoggiare Podestà e viene commissariato. La libertà quale è?". Ha commentato così il commissariamento di Luca Ruffino da coordinatore dell'Udc da parte dei vertici del partito, il candidato del Pdl e della Lega Nord Guido Podestà. "Io credo - ha detto - che la scelta che sta facendo l'Udc sia incomprensibile. Abbiamo fatto accordi recentemente, anche per i ballottaggi in alcuni Paesi dell'hinterland. Sono stati con noi nelle elezioni a Pavia, governano la Regione, Milano e tante altre città. Condividono con noi la carta dei valori del Ppe". Per questo, aggiunge, "non so come si fa a pensare di non essere insieme a noi anche su questa battaglia elettorale. Si alleano a un candidato presidente che ha nella sua lista Farina, il portavoce del Leoncavallo e l'ultradestra". "Mi chiedo - ha sottolineato Podestà - se i valori in qualche modo hanno ancora un significato o se invece sia una accozzaglia di tipo elettoralistico, tanto poi quello che si aspetta di fare Penati è la ripetizione di questi 5 anni, dove la disomogenità delle forze che l'avevano sostenuto l'ha bloccato su tutto".

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