Provinciali Milano/ Guido Podestà (Pdl) ad Affaritaliani.it: "Ecco il mio programma per la Provincia"
Di Stefano Golfari
| Provinciali Milano/ Vince Guido Podestà, sconfitto Filippo Penati Elezioni/ Pdl e Lega strappano Milano e Venezia alla sinistra LA POLEMICA BOSSI - Neanche il tempo di gioire che Bossi lancia la pietra: "Praticamente non ha perso nessuno, ma il candidato di Berlusconi, nonostante fosse quasi uno sconosciuto, è stato votato dalla gente perchè era sui manifesti assieme a me e a Berlusconi stesso". Lo ha detto il leader delle Lega, Umberto Bossi, commentando l'andamento dei ballottaggi per la provincia di Milano che stanno vedendo un testa a testa tra Podestà del centrodestra e Penati del centrosinistra. "Bisogna prendere atto che la gente si fida di noi - ha aggiunto Bossi - Siamo forti, abbiamo chiesto alla gente di non votare per il referendum e di votare per le amministrative". VERDINI - Scoppia immediatamente la polemica: "Mi sembra un'affermazione non vera. Il voto dimostra che c'è una persona che vince ed una che perde". Lo afferma il coordinatore del Pdl Denis Verdini, commentando nella sede del partito le dichiarazioni del leader della Lega Nord Umberto Bossi. Ballottaggi/ Berlusconi soddisfatto, Milano vittoria storica |
Presidente, quali temi affronterà per primi?
"Le infrastrutture, sicuramente. Expò, non vi è dubbio. Ma mi lasci dire anche il problema delle imprese che stentano ad andare avanti, che hanno un rapporto difficile con il sistema finanziario e bancario. Abbiamo delle situazioni di attenzione da rivolgere ai giovani, alla parte più fragile della nostra società anche… e penso in particolare alle persone con disabilità, un tema sul quale ci siamo molto impegnati. Poi c'è da tenere sempre presente i problemi della sicurezza… Ma innanzitutto vi sarà una due diligente sul bilancio della Provincia, un bilancio che secondo me potrebbe essere fuori dal patto di stabilità. Cercheremo di capire qual è la situazione reale dei conti, è preliminare... Insomma cose da fare sono tante, ma se ci siamo candidati vuol dire che ci sentiamo nella condizione di non deludere. Quindi, iniziamo a lavorare…"
L'alleanza con la Lega ha funzionato, la ha portata alla vittoria… Ora come contraccambierà?
"Con la Lega sono certo che avremo un rapporto molto proficuo, così come lo ho avuto e lo ho anche da coordinatore regionale del PDL. Non è stata e non è soltanto una alleanza elettorale, c'è la condivisione profonda di molti punti. D'altra parte è quell'alleanza solida, strutturale, che consente a Berlusconi di governare a livello nazionale, a Formigoni di governare a livello regionale, e a Letizia Moratti, e prima ad Albertini, di governare a livello comunale. Sono sicuro che la Provincia potrà essere il trait-d'union che mancava, e non ci lasceremo scappare l'opportunità di far bene per questa nostra area… questo lo garantisco".
Penati ha perso, ma ha avuto più preferenze di lei, anche se di poco, nell'ambito della città di Milano. Come se lo spiega?
"Io sono un milanese di Milano, da sempre, da 62 anni. Come me lo spiego? Noi milanesi amiamo andare al mare, più di chi vive in provincia… per chi vive in città restarci anche in una domenica di fine giugno è più faticoso… c'è meno verde, l'aria è meno buona di quella che si respira sull' Adda o sul Ticino… Certo bisognerà riflettere anche su questo dato, ma lo faremo con la tranquillità di avere un compito che sarà bello affrontare".
Che messaggio lancia a Penati?
"Auguri, perché anche la parte della minoranza, dell' opposizione, è una parte estremamente significativa in democrazia. Io credo però che si sarebbe potuta fare una campagna elettorale meno astiosa… Ma questa è l'ultima volta che faccio questo ragionamento: d'ora in avanti guardiamo al futuro. E per noi sarà importantissimo non tradire le speranze di chi ci ha dato fiducia. Per la minoranza… forse sarà importante riflettere su una propria identità. Lo dico col sorriso, in termini di amicizia, perché non è giusto che uno venga a pontificare in casa d'altri… però se devo dire cosa è mancato dall'altra parte, mi sembra che sia proprio un fatto di identità".



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