Provinciali Milano/ Dietro l’astensione l’Udc si spacca
Telefoni spenti e bocche cucite. La scelta di non schierarsi esplicitamente né con Filippo Penati (Pd) né con Guido Podestà (Pdl) sta lacerando l'Udc. Il ballottaggio del 21 e del 22 giugno toglie il sonno ai leader nazionali e locali del partito. Anzi, da quanto è in grado di rilevare Affaritaliani.it, emerge con sempre più evidenza una spaccatura tra centro e periferia con il partito romano, incarnato dal leader Pier Ferdinando Casini e dal segretario Lorenzo Cesa che pende per Penati. Anche se non c'è stata un'indicazione di voto esplicita, i due leader nazionali propenderebbero per un passa parola tra gli aderenti che inevitabilmente informeranno l'elettorato mettendo in atto una sorta di indicazione di voto sotto traccia
![]() |
Ma c'è chi nel partito strizza l'occhio a Penati. Lo afferma Pierluigi Mantini, passato recentemente dal Pd all'Udc: "La posizione dell'Udc sulla libertà di voto nel ballottaggio tra Penati e Podestà a Milano è coerente con la linea autonoma e critica del partito, che guarda al futuro. Certo io e altri amici non abbiamo gradito la visione di Podestà a Pontida, con fazzoletto verde, tra la guardia padana, che si fa fotografare accanto a Salvini con la scritta 'La padania non è Italia'. Questa cultura antinazionale e antisolidaristica - conclude - non è la nostra. L'arroganza leghista è il problema, non la soluzione". Più chiaro di così



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















