Provinciali/ Le cinque mosse vincenti di Penati
Di Aldo Turinetto
Sembra essere partito con lo smalto giusto, Filippo Penati, nella lunga partita a scacchi che lo vedrà scontrarsi tra poco più di due mesi con la "corazzata" del Pdl, impegnata a contendergli l'approdo alla Presidenza di Palazzo Isimbardi. Il suo vantaggio, in questo momento, è di cinque mosse a zero. Ma ci vorrà ben altro. E' lui il primo ad esserne consapevole, per nutrire qualche realistica speranza di vittoria. Dovrà vedersela infatti non tanto con Guido Podestà ma direttamente con Silvio Berlusconi. Un Berlusconi che, fatti salvi alcuni imprevedibili incidenti di percorso, si presenterà all'appuntamento dell'Election Day in una forma a dir poco smagliante. Convinto di aggiungere anche il Presidente uscente della Provincia di Milano alla lista che comprende gli altri otto avversari politici già "mandati a casa". Che Filippo Penati si sia mosso per primo cercando di mettere un po'di fieno in cascina è quindi cosa scontata oltrechè obbligata. Molto più interessante ai nostri fini è invece cogliere il significato di quelle prime cinque mosse , selezionate con criteri non casuali nell 'ambito delle tante altre disponibili.
![]() Filippo Penati |
La prima consiste nell'avere a suo tempo dichiarato di non sottrarsi alla sfida, rinunciando alla poltrona molto più comoda che il Parlamento Europeo o il Partito Democratico gli avrebbero certamente riservato. Si tratta di un segnale, più volte ribadito ed argomentato, orientato a rivalutare il ruolo e la funzione delle Amministrazioni Provinciali nel contesto politico nazionale e locale. E'impossibile chiederci se tale dichiarazione d'amore verso un impegno politico consapevolmente e convintamente esercitato in Provincia ( e per la seconda volta ) si tradurrà in qualche beneficio elettorale aggiuntivo. Resta comunque il fatto che qualche elettore più scrupoloso di altri non mancherà di ricordare una certa differenza tra questo modo di intendere la candidatura a Palazzo Isimbardi e quello finora manifestato (leghisti a parte) nello schieramento opposto.
Della stessa natura, finalizzata cioè a speculare sulle differenze altrui, vanno considerate altre due mosse. Quella relativa ad una composizione paramanageriale della lista di sostegno elettorale e, soprattutto, l'ultima in ordine temporale. Quella relativa cioè al patto organico di collaborazione appena siglato con le organizzazioni più rappresentative della cosiddetta "esperienza ed intelligenza d'impresa". Una risorsa strutturalmente estranea alle competenze e al modo tradizionale di gestire l'Ente Provinciale. E soprattutto un'opportunità sfuggita o non colta da parte di avversari politici che della cultura d'impresa applicata alla politica non hanno mai esitato a rivendicare la primogenitura.



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