Provincia Milano/ Ecco la nuova giunta Podestà : chi ce la fa, chi non ce la fa. E il Carroccio...
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Tutto in pochi giorni. Guido Podestà si trova a sciogliere un nodo di dimensioni gordiane, nella composizione della sua giunta. Primo fra tutti, nella ripartizione delle deleghe tra Pdl e Lega Nord. L'ultima ipotesi (8 al Pdl e 4 alla Lega), secondo alcuni, sovrastima l'apporto del Carroccio, che a Milano ha preso poco più del 14 per cento. "E poi hanno preso una valanga di assessori a Brescia", sibila qualcuno. Nella città della Leonessa, Bossi avrebbe ottenuto cinque assessori contro i sei degli azzurri. Tantissimi. Ecco perché le spinte affinché fossero tre le deleghe assegnate ai leghisti, sono molto forti. Anche perché è sicuro che la vicepresidenza sarà assegnata a Gianbattista Fratus, uomo del Carroccio in provincia anche sotto la presidenza di Penati. La quota rosa, per la Lega, sarebbe garantita da Alessandra Tabacco, già consigliere comunale a Sesto San Giovanni. Altro nome praticamente certo è quello di Leo Siegel. E' simpatico al Senatur, è il coach della nazionale padana. Andrà a occuparsi di Sport. Dalle parti di via Bellerio, secondo quanto apprende Affari, c'è però una certezza: gli assessori saranno quattro. "E chi ha il mal di pancia, se lo tenga..."
Più complessa la situazione nel Pdl. Secondo quanto ha appreso Affaritaliani.it da fonti qualificate, a Palazzo Marino le sicurezze sono ben poche. Chi ha tantissime chance è Laura Mira Bonomi, sindaco di Turbigo e architetto: le quote rosa non ammettono deroghe. Chi ne ha meno, ma che negli ultimi tempi sta spingendo non poco sulla candidatura, è Tiziana Maiolo, alla quale l'attuale presidente avrebbe promesso, prima delle elezioni, un posto sicuro.
Tra quelli che i bene informati danno per sicuri ci sono gli uomini di La Russa sulla piazza provinciale, ovvero Maerna e De Nicola. Sicuro Doriano Riparbelli, per il suo grande contributo alla campagna elettorale. Sicuro sarebbe anche Fabio Altitonante, uomo di Stefano Maullo, e Paolo Del Nero, che risponde all'area ciellina. C'è un'ipotesi Accame, ma pare poco probabile. Anche perché la regola, prima delle elezioni, era stata enunciata con chiarezza: chi sarà candidato non riceverà deleghe. E Accame è stato candidato e ha vinto. Così come è stato candidato anche Bonasegale, uomo di Mantovani. Per il quale varrebbe però la regola sopracitata. Ecco perché probabilmente si ripiegherà su un altro nome, quello di Tenti, sindaco di Vittuone. I giochi, inutile dirlo, sono ancora aperti. Apertissimi. Anzi, i bene informati raccontano di telefonate che si fanno via via più insistenti. E l'ipotesi che la giunta venga varata proprio a ridosso della prima seduta di consiglio non è affatto peregrina.



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