Profughi/ Il Comune inaugura un nuovo modello di gestione dell’assistenza. Apre il centro di via Barzaghi
Mercoledì, 10 agosto 2011 - 19:11:00
Un progetto individualizzato per ciascuno dei profughi in arrivo a Milano, pianificazione e trasparenza con i residenti per evitare allarmi ingiustificati: cosi' l'assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino ha illustrato le linee guida del nuovo modello di gestione dell'assistenza profughi presentato al centro di via Barzaghi. Nei 40 posti allestiti nella sede della protezione civile da oggi al 20 settembre saranno ospitati, a turni di 20 alla settimana e per massimo 15 giorni, i 100 profughi in arrivo previsti che si vanno ad aggiungere ai 239 gia' presenti in citta'. Tutto a costo zero per il Comune di Milano che ha semplicemente scelto di investire in questo progetto risorse umane, gia' all'interno dell'assessorato, e i 46 euro al giorno per persona messi a disposizione dal governo. "Potevamo accettare che venissero messi in hotel a spese del governo e far finta di nulla lasciandoli al loro destino - ha spiegato Majorino - invece abbiamo scelto di farcene carico governando questo flusso di presenze grazie alla collaborazione con il terzo settore".
Giunti al centro di prima accoglienza di via Barzaghi, i profughi verranno identificati e verra' loro rilasciato il permesso di soggiorno per richiedenti asilo, una operazione che secondo i responsabili del centro, e' realizzabile in un giorno e mezzo, grazie al coordinamento raggiunto con la Prefettura e la Questura. Per stabilire chi abbia i requisiti necessari per ottenere l'asilo politico e' stata istituita anche una commissione territoriale supplementare composta da rappresentanti della Prefettura, della Questura, dell'assessorato alle politiche sociali e dell'Acnur (Alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati). Sempre durante i 15 giorni di permanenza nel centro verra' fatto anche uno screening sanitario, individuando i soggetti vulnerabili psicologicamente e non, e un orientamento di tipo legale, con informazioni anche sul rimpatrio assisitito. E' prevista la presenza di mediatori culturali e linguistici nel centro, "in modo da strutturare percorsi individuali sulla base anche delle capacita' e delle richieste di ciascuno - ha spiegato Majorino - in una seconda fase sara' poi il Comune a gestire i trasferimenti in altre strutture garantendo degli standard di servizio omogeneo".
Per i 100 nuovi arrivi sono stati messi a disposizione gli spazi della Cascina Monlue', gli appartamenti delle associazioni Arca e Aspi e la casa di accoglienza di via Ortles, strutture gestite direttamente dal comune di Milano, a parte Aspi, che sono da aggiungere a quelle gia' operative gestite dal privato sociale: la parrocchia Pentecoste, l'associazione missionari Cuore Immacolato di Maria, la Caritas di via Arici, casa Silvana, casa del Giovane, casa Cardinal Colombo e il centro di prima accoglienza di via Saponaro. "I 100 arrivi previsti saranno gestiti con serenita' e armonia, Milano e' in grado di farlo", ne e' certo l'assessore Majorino che, apprezzando il grande contributo del terzo settore, non ha mancato di sottolineare come pero' "fino ad oggi a Milano c'e' stata una grande assenza di coraggio sulla messa a disposizione dei posti per i rifugiati, e' assolutamente necessario aumentarne il numero perche' le emergenze umanitarie non possono essere messe sotto il tappeto della politica, una citta' come la nostra deve diventare pronta per l'imprevedibilita' di queste situazioni". Secondo l'accordo del 6 aprile 2011 dei 10mila profughi arrivati in Italia dal Nord Africa, la Lombardia ne ha ospitati 1700 di cui il 31,8% in provincia di Milano, "la citta' quindi deve continuare ad essere attenta alle necessita' di chi viene da lontano e da situazioni di guerra - ha aggiunto l'assessore alla sicurezza Marco Granelli - dobbiamo rimanere a disposizione per renderci utili e non stare a guardare, interpellando e spiegando ai residenti dove sono e quanti sono i profughi che accogliamo". Ogni 15 giorni, infatti, l'assessorato alle politiche sociali si prendera' carico di informare la citta' sulla situazione degli arrivi, dell'assistenza dei profughi e della gestione delle presenze nei vari quartieri che avverra' "cercando di distribuire al massimo nelle varie zone in modo da non creare gruppi consistenti".



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