Profughi in rivolta a Pieve Emanuele
I profughi ospiti del residence Ripamonti a Pieve Emanuele (Milano) hanno dato vita ad una rivolta, occupando piazze, altri luoghi pubblici e bloccando gli autobus. "Voglio sottolineare, per onor di cronaca, che non si è trattato di una rivolta - ha dichiarato il Sindaco Rocco Pinto - ma ciò che questa mattina è accaduto nella via dei Pini, la strada principale che attraversa Pieve Emanuele, è stata una protesta da parte dei profughi che dal mese di maggio sono ospiti su questo territorio. Avevo già previsto che si sarebbe verificato un simile episodio e infatti è da mesi che ho avvisato gli organi competenti, consapevole che la presenza di un gruppo coså numeroso di persone con lo status di profughi non è un problema indifferente ná facilmente gestibile. Tutto questo comporta una seria gestione soprattutto quando si supera la fase iniziale dell'emergenza. La prefettura ha incontrato una delegazione dei profughi alla quale è stato riferito che si provvederà al rilascio del cosiddetto pocket money. Mi sto interessando personalmente per il rilascio della post pay che servirebbe a garantire il pagamento del pocket money. Spero che le pratiche burocratiche si risolvano al più presto e che questa protesta non cada nel dimenticatoio come i tanti appelli che ho rivolto alle istituzioni competenti susseguitisi in questi 5 mesi".
"Quanto sta accadendo in queste ore era inevitabile - spiega Ettore Fusco, sindaco di Opera, comune confinante con Pieve Emanuele - il nostro Stato si è dimostrato ancora una volta debole e inconcludente. Vivendo il territorio e conoscendo la realtà del sud Milano avevamo ampiamente previsto questa rivoluzione frutto dell'abbandono e della non curanza che il governo centrale ha nei confronti degli enti locali".
"Erano stati promessi aiuti e soprattutto tempi certi - prosegue il sindaco -: promesse che non sono state mantenute e le cui conseguenze, ora ricadono sulla cittadinanza". "Intanto - conclude - gli agenti della polizia locale presidieranno il confine per evitare che gruppi di profughi si trasferiscano a Opera".
R. LA RUSSA: "DOMANDE D'ASILO IN GRAN PARTE RIGETTATE"- "Le ragioni della protesta dei profughi presenti a Pieve Emanuele sono chiare, anche se fino ad oggi la situazione è rimasta tranquilla in tutta la Lombardia. Il vero motivo scatenante potrebbe essere la diffusione della notizia che buona parte delle richieste di asilo politico sarà rigettata. Dall'inizio dell'emergenza, le stime più autorevoli quantificano in oltre il 70% la percentuale dei rigetti delle domande. La gran parte dei richiedenti asilo, quindi, diventerà clandestina e, in quanto tale, passibile di espulsione coattiva". Romano La Russa, assessore regionale alla Protezione Civile, Polizia locale e Sicurezza, commenta così la protesta verificatasi questa mattina presso il residence di Pieve Emanuele che ospita diverse centinaia di profughi richiedenti asilo. "Era prevedibile che l'impossibilità di lavorare - spiega La Russa - portasse all'esasperazione degli animi di profughi che da mesi sono ospitati nelle strutture senza svolgere nessun tipo di attività. Mi preme ricordare che questi vincoli sono imposti dalle normative europee; all'Italia non resta da far altro che applicarle". "Vista la situazione e per evitare nuove eventuali proteste, magari anche in altre realtà della Lombardia - precisa l'assessore regionale - auspico vivamente che siano velocizzate le procedure delle Commissioni territoriali per l'asilo politico". "E' importante che nessuno soffi sul fuoco della protesta - conclude La Russa -, magari strumentalizzando la disperazione dei profughi, per certi versi comprensibile, a fini politici, cosa che tra l'altro in passato è già successa per colpa di alcuni politici che non perdono occasione per alimentare polemiche e malcontento. Faccio appello, quindi, al senso di responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nella gestione dell'emergenza, dalle istituzioni alle associazioni, affinchá si adoperino per placare gli animi e intervenire sulle cause della protesta".


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