La Procura boccia il piano per salvare il San Raffaele
Venerdì, 16 settembre 2011 - 09:05:00
Il San Raffaele a un passo dal fallimento. La Procura di Milano valuta di chiedere il crack del San Raffaele e sul gruppo ospedaliero di Via Olgettina pende sempre più la scure di un default da 1,5 miliardi di euro. La bozza del piano di salvataggio da 250 milioni, targato Ior e Vittorio Malacalza, non sembra aver convinto i Pm Luigi Orsi e Laura Pedio, che, al termine dell'atteso incontro con i consulenti della Fondazione davanti al presidente del Tribunale fallimentare, Filippo Lamanna, hanno manifestato l'intenzione di chiedere che venga accertata l'insolvenza dell'ente fondato da Don Luigi Verzè.
A scatenare i dubbi dei Pm sarebbe stata la rappresentazione dell'avvocato Franco Gianni e del consulente Orlando Barucci (studio Vitale & Associati). I due avrebbero fatto presente al giudice il fatto che i due attestatori incaricati dal Cda, ovvero Angelo Provasoli e Mario Cattaneo, sarebbero in difficoltà nel concludere il lavoro in breve tempo e avrebbero bisogno di sei settimane anzichè due. Il che significa depositare l'accordo in ottobre inoltrato, invece di fine settembre.
Uno scenario questo che si è andato a scontrare con la posizione del Pubblico ministero, che si attendeva qualcosa di più di una semplice bozza di piano, peraltro illustrata a parole. Inoltre, secondo i Pm il problema non è nel merito ma nel metodo, visto che mancano i punti essenziali della proposta. Lo spettro del fallimento ha così provocato la reazione del sindacato del gruppo ospedaliero che, nel pomeriggio, si è precipitata nell'ufficio di Renato Botti, l'ex direttore generale del San Raffaele rimesso in sella dallo Ior.
Purtroppo però il manager era a Roma e per questo motivo, insieme al vice presidente Giuseppe Profiti, ha inviato una lettera alla rappresentanza unitaria cercando di gettare acqua sul fuoco. Nella missiva, i vertici ribadiscono l' «impegno irrevocabile e vincolante» dell'offerta ricevuta da Ior e Malacalza. E, soprattutto, sottolineano che è «interesse e obiettivo comune» della Fondazione e del Tribunale «accelerare i tempi di presentazione della proposta di ammissione al concordato preventivo». Per questo motivo infatti «si stanno valutando tutte le soluzioni necessarie per accelerare questa fase». Intanto, sullo sfondo è emerso che Enrico Bondi ha lasciato il San Raffaele. Il risanatore della Parmalat, chiamato dallo Ior appena un mese fa, ha concluso il suo mandato in concomitanza con la presentazione, di fine agosto, dello stato passivo del gruppo ospedaliero.



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