1° maggio, Codacons: "Liberalizzare le aperture dei negozi"
"Per questo - ha spiegato - e' concessa deroga alla chiusura degli esercizi pubblici ubicati sul territorio di Milano senza limitazione di superficie di vendita; per gli esercizi di vendita in sede fissa di media e grande superficie ubicati all'esterno del centro storico la scelta di apertura nella giornata di domenica primo maggio deve essere effettuata in alternativa a quella prevista per domenica 2 ottobre". "Ricordo inoltre - ha precisato - come questo provvedimento risponda a precise richieste provenienti da diverse Associazioni di Categoria tra cui l'Unione Artigiani della Provincia di Milano". "Ringrazio quelle forze sindacali che, a livello locale e nazionale, hanno colto gli obiettivi di questo provvedimento - ha concluso - Mi rammarico invece che Cgil persegua ancora oggi una battaglia cosi' stantia e superata".
"Il problema principale è la salvaguardia del reddito dei consumatori, ma bisogna tenere presente che se in questi anni le famiglie hanno perso potere d'acquisto è perchá i prezzi, a differenza degli stipendi e delle pensioni, sono raddoppiati dal 2002 ad oggi. Ebbene, le liberalizzazioni degli orari e delle aperture dei negozi servono anche ad aumentare la concorrenza nel settore commerciale e, per questa via, ad abbassare i prezzi e premiare i commercianti più competitivi". E' quanto sostiene il Codacons che risponde così alla Cgil in merito al dibattito sulle deroghe per l'apertura dei negozi il Primo maggio.
"La verità è che da alcuni anni si coglie l'occasione del primo maggio per strumentalizzare un tema importante come l'apertura dei negozi a fini squisitamente politici - sostiene l'associaizone -, sia da parte di chi vuole lasciarli aperti non tutte le domeniche, ma guarda caso proprio e solo il Primo maggio, sia da parte di chi vi si contrappone con identiche barricate, altrettanto ideologiche. Per svelenire questo solito clima da guelfi e ghibellini, basterebbe accettare la proposta che il Codacons fa da decenni: dare la possibilità ai negozianti di qualunque comune (non solo a vocazione turistica) di poter aprire i negozi 24 ore su 24 e per 365 giorni all'anno, oltre a saldi liberi e vendite sottocosto libere. In tal modo aumenterebbe la concorrenza e nessuno parlerebbe più del primo maggio".
UNIONE ARTIGIANI: PIENO APPOGGIO A TERZI SU APERTURA NEGOZI. "Pieno appoggio" dell'Unione Artigiani della Provincia di Milano all'ipotesi sostenuta dall'assessore alle Attività Produttive del Comune, Giovanni Terzi, di concedere l'apertura di negozi, botteghe e laboratori nella giornata di domenica primo maggio. "Prendiamo atto con soddisfazione che l'assessore ha raccolto le nostre richieste e concordiamo con lui nella valutazione di una iniziativa tesa a valorizzare Milano, città internazionale che vuole e deve essere viva e ospitale per turisti e cittadini - afferma il segretario generale dell'Unione, Marco Accornero - Del resto non rileviamo alcuna coercizione nei confronti di artigiani e operatori commerciali. Si tratta di un'opportunità assolutamente facoltativa che lascia libero ognuno di decidere come meglio crede. Per quanto riguarda i nostri artigianila questione della gestione del personale è anche meno problematico in quanto la maggior parte della botteghe e dei laboratori sono condotti in prima persona dal titolare o da familiari e pertanto la scelta è ancora più legata alla volontà e alla libera scelta del singolo. Ci auguriamo che la proposta dell'assessore giunga a buon fine senza polemiche e sterili opposizioni e che Milano possa ribadire, anche in questo frangente, la sua vocazione di città vivace e ospitale".



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