Nel giorno della Prima il do di petto del sindaco in mutande
Sceglie per il suo do di petto il giorno di sant'Ambrogio e della Prima della Scala Gabriele Albertini per fare il botto, mentre la Milano che conta prova lo smoking e la messa in piega e la Milano che non conta si consola con le piadine degli Oh Bej Oh Bej.
Dopo lunghi traccheggiamenti e strizzatine d'occhio, puntatine, bluff e piatti di parole, il sindaco pelato che i cittadini milanesi ricordano come l'amministratore di condominio (bravo )ma anche il primo cittadino che si presentò in pubblico in mutande (di cachemire), l' inquilino di palazzo Marino tra i più votati al primo e al secondo mandato si incunea tra destra e sinistra e si propone come espressione del trio centrista Casini-Fini-Rutelli.
E' una bomba. Per la politica milanese ma anche per quella nazionale (provenendo dal laboratorio meneghino e impattando fortemente sul braccio di ferro in corso a Roma tra Berlusconi e Fini in vista della fiducia del 14 dicembre). La sua discesa in campo limita fortemente le chances di successo al primo turno del sindaco uscente Letizia Moratti. E può diventare una sirena tentatrice per quel centrosinistra cattolico e riformista che non ama l'identità e la storia "comunista" e laica del candidato Giuliano Pisapia.
Tutti i giochi si riaprono dunque, sotto la Madonnina. A conferma che è qui, tra i danè e i Brambilla col coeur in man che nasce la nuova politica in Italia.



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