Ok, il prezzo è giusto. E Penati tirò un respiro di sollievo
Ok, il prezzo è giusto. La notizia ha del clamoroso: Filippo Penati nell'acquistare da presidente della Provincia di Milano le quote dell'autostrada Serravalle dal gruppo Gavio non ha buttato via denari pubblici. Anzi ha effettuato un investimento congruo e tutt'altro che peregrino. Se la magistratura monzese (e molti giornaloni, particolarmente giustizialisti nel seguire la vicenda) cercava nell'autostrada che da Milano porta a Genova la pistola fumante per inchiodare l'ex capo della segreteria di Pierluigi Bersani, la pistola fumante sull'autostrada non c'è.
E deve rassegnarsi anche l'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, che aveva messo in moto l'iter giudiziario in sede sia penale che amministrativa. La fonte che scagiona Penati e chiude un vecchio tormentone e una montagna di allusioni e pissi pissi bau bau è la più autorevole: sono i periti incaricati della Procura di Milano, che aveva aperto da anni un'indagine proprio per dare seguito alla denuncia dell'ex sindaco di Milano. E si accingevano ad archiviare il tutto con un non luogo a procedere: niente da fare, il fatto non sussiste. Ma ora, davanti alla richiesta dei colleghi pm di Monza Mapelli e Macchia che stanno indagando sull'affare della ristrutturazione dell'ex area Falck, i magistrati di Milano, guidati dal procuratore aggiunto Robledo, hanno tolto dalla naftalina la perizia (che è del 2005) deludendo tutti coloro che avevano sparato ad alzo zero su quell'operazione, dallo stesso Albertini all'assessore al Bilancio del Comune di Milano Bruno Tabacci.
Penati segna così un punto a suo vantaggio. Un punto d'oro. E allontana da sè molte delle ombre di questi giorni. Ora si tratterà di vedere su quali riscontri oggettivi poggia l'inchiesta monzese e quali elementi sono stati prodotti dai due accusatori di Penati a sostegno dell'accusa di corruzione e concussione che gli hanno rivolto. Intanto l'ex sindaco di Sesto San Giovanni ed ex segretario provinciale del Pds-Ds, dimissionario dalle cariche istituzionali e di partito e molto provato dal terremoto che gli si è abbattuto negli ultimi giorni, tira un respiro di sollievo. "C'è in ballo una vita", aveva confidato nei giorni scorsi ad Affari trattenendo la commozione. E ieri, prima di partire per un week end disintossicante, non ha potuto nascondere il suo grande sollievo per una scoperta per lui stesso inattesa.



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