Milano/ La canzone di Povia? "Raccapricciante". "Sconvolgente". "Diseducativa". Il mondo della cultura reagisce. E il 5 febbraio arriva il Controfestival...

Mercoledì, 4 febbraio 2009 - 15:00:00

FORUM/ Cosa ne pensi della canzone sui gay di Povia? Ha ragione Sgarbi o Luxuria?

Milano/ Vittorio Sgarbi ad Affaritaliani.it: "La canzone sui gay di Povia? Non lo critico"

Vladimir Luxuria, ex deputata del Prc, ad Affaritaliani.it: "Povia? Stupido e violento". Bonolis? "Ci usa come carne da macello". E Cacciari dà dell'ignorante al cantautore


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Luxuria/ Che cosa ne pensi del gruppo fondato su Facebook?

Luxuria choc: punto a presidenza Repubblica

"Raccapricciante". "Sconvolgente". "Diseducativa". Il mondo della cultura, nelle testimonianze raccolte da Affaritaliani.it, reagisce con durezza alla canzone di Povia, nella quale l'omosessualità è indicata come una malattia. Proprio per reagire contro questa definizione, a Milano è in programma, per il giovedì 5 febbraio, il "Controfestival", che avrà luogo nella splendida cornice decò del "Quaranta 40", il locale (sito in via Quaranta al numero 40).



La scrittrice Isabella Santacroce spiega: “Povia dimostra una profonda ignoranza. L’omosessualità non è una malattia, né tanto meno una depravazione”. Ma al Contro Festival la Santacroce non parteciperà: “Non per altro: non mi va di vedere nessuno in questo periodo. Ma ribadisco che sono dalla parte di chi pensa che sia assurdo promuovere messaggi del genere, capaci di creare sofferenza tra coloro che devono magari già sopportare pregiudizi per il loro orientamento sessuale”.

"Non mi sogno neanche di parlare Povia" commenta icastico il professor Edoardo Boncinelli. "Sono stufo di queste polemiche, non fanno che nascondere la verità". E prosegue sarcastico: "Certa gente non capisce quando sarebbe meglio tacere e vengono dette un sacco di stupidaggini, non contribuirò a questo clima di generale arretramento"



Anche lo scrittore e psicologo Lorenzo Licalzi non usa mezzi termini: “È sconvolgente perdere del tempo a dibattere sul testo della canzone di Povia. Si tratta di un’operazione di marketing, di un gioco mediatico a cui stiamo tutti partecipando. Detto questo, è evidente che l’omosessualità non sia una da considerarsi una malattia “. E non parteciperebbe al Contro Festival: “Sono molto stanziale, se devo muovermi preferisco andare a sciare che partecipare a un evento musicale politico”.


Ascanio Celestini
L’attore romano Ascanio Celestini osserva: “Penso che il Festival di Sanremo non abbia nulla a che vedere con la musica né con l’evoluzione culturale. Per questo non mi sorprende che nel suo frullatore finisca anche una canzone presumibilmente razzista o sessista. Dopotutto rispecchia quello che accade tutti i giorni in Italia. Ma non darei tanta importanza a una canzonetta, il problema è che è diseducativa la televisione in sé e che non c’è un dibattito sull’impoverimento culturale che ci caratterizza”.

testimonianze raccolte da Nicole Cavazzuti e Virginia Perini

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