Podestà (Pdl) bacchetta i club della Libertà di Valducci: "Raccolta firme fatta con professionalità"
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"Leggo sul sito dei Club della Libertà di Mario Valducci che il 98 per cento di chi ha risposto al sondaggio relativo all'esclusione delle liste Pdl e dei suoi alleati in Lazio e in Lombardia considererebbe giusto tale fatto perché 'le regole sono regole'. Rispondo per quanto riguarda la Lombardia, dove il comportamento irrituale dell'Ufficio centrale regionale della Corte d'Appello di Milano ha creato una procedura palesemente contra legem". Lo dichiara in una nota Guido Podestà, coordinatore regionale del Pdl. "Infatti, detto Ufficio centrale regionale in data 27 febbraio alle ore 11.50 ha verbalizzato tutte le operazioni relative all'esame delle liste dei candidati all'interno delle quali risulta anche verificata la correttezza delle firme depositate. Più puntualmente vi si legge: 'L'Ufficio centrale effettua le seguenti verifiche: a) Conteggia le firme contenute nella dichiarazione di presentazione della lista; b) Accerta la regolarità delle autenticazioni delle predette firme ed il possesso, da parte dei sottoscrittori del requisito di elettore della Regione'. Le firme di tre magistrati, cancelliere e segretario certificano poi che 'terminati gli accertamenti di cui sopra, oggi 28 febbraio 2010, alle ore 12.00 (l'Ufficio centrale regionale, ndr) ammette la lista'". "Peraltro - prosegue Podestà -, dalle istruzioni per la presentazione e l'ammissione delle candidature emanate quest'anno dal Ministero degli Interni, dai paragrafi 27 e 28 del V capitolo relativi ai ricorsi all'Ufficio centrale regionale si evince che 'gli unici soggetti legittimati a ricorrere sono i delegati della lista alla quale si riferisce la decisione di esclusione della lista o di candidati'.
Per tale motivo, l'atto di accettazione di cui sopra era ed è da ritenersi perfetto e non impugnabile dai delegati di altra lista. E inoltre, fatto del tutto straordinario - sottolinea il coordinatore regionale del Pdl -, i magistrati dell'Ufficio centrale regionale hanno consentito ai rappresentati della lista radicale l'accesso agli atti delle liste Pdl lasciando così nelle loro mani - senza avvisarci e senza, quindi, consentire la nostra presenza - il materiale elettorale che era stato consegnato da parte nostra all'Ufficio stesso. E' evidente che tale situazione possa aver comportato il rischio di alterazioni della documentazione". "Infine, avviando un procedimento "giuridicamente", a mio modo di vedere, non consentito, si è dato luogo a una serie di osservazioni e nostre controdeduzioni di natura puramente formale ancorchè accompagnate da numerose sentenze dei Tar e del Consiglio di Stato, anche recenti, le quali dichiarano l'irrilevanza dal punto di vista sostanziale relativa alla 'non legittimazione delle autentiche. Che si debba ridurre il diritto al voto costituzionalmente garantito a tutti i cittadini, diritto che alla base della nostra convivenza democratica, alla presenza o meno di un timbro tondo o di uno rettangolare e alla mancanza parola "Inferiore" relativa al Comune di Venegono è veramente un vulnus alla nostra libertà e alle regole della democrazia. Rivolgendomi agli amici del Club della Libertà ricordo che le procedure di raccolta delle autentiche delle firme sono state eseguite con la consueta passione e professionalità da quelle stesse persone che, negli ultimi 15 anni, hanno curato la presentazione delle liste a livello nazionale, europeo, regionale, provinciale e locale. Persone che con il loro impegno quotidiano hanno contribuito a far grande il nostro movimento".



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