Ha vinto Pisapia, il politico gentile alla guida di Milano
LA RISPOSTA DEL DIRETTORE DI AFFARITALIANI.IT, ANGELO MARIA PERRINO
Grazie Davide. E complimenti anche a te. Il successo di Giuliano Pisapia è anche un successo di Davide Corritore: vi hai creduto tra i primi (fino addirittura a dissociarti dal tuo partito) e ti sei impegnato, mettendoci tutta la tua scienza e coscienza, perchè si verificasse. Si apre ora, dopo i giusti festeggiamenti liberatori, una fase complessa per il centrosinistra milanese che deve trovare l'amalgama al suo interno tra le varie anime e tradizioni, individuare le persone giuste e una classe dirigente all'altezza del compito, lavorare sul programma per la città. In questa sfida sono certo che Giuliano potrà e vorrà giovarsi della tua grande esperienza, politica e gestionale.Quanto al nuovo sindaco, noi di Affari ci sentiamo un po' corresponsabili della sua discesa in campo. Lo ricorda lui stesso, Giuliano, a pagina 13 del suo libro-diario "Cambiare Milano si può", quando scrive:
Capita che a chiamarmi per primo sia un giornalista di Affaritaliani, e capita che il sito di Angelo Perrino sia il primo a mettere in rete la notizia."Giuliano Pisapia ad Affari Italiani: mi candido alle primarie del centrosinistra". Dico che bisognerà fare le primarie. E che bisognerà organizzarle entro ottobre. Rispondo a una domanda :"Non mi rivolgo a nessun partito e a tutti nello stesso tempo, ma soprattutto ai cittadini milanesi con cui mi sono sempre confrontato in questi anni e in questi giorni. Un confronto che mi ha fatto capire come sulla città ci sia una cappa di rassegnazione e tristezza che in tanti vogliono modificare. E in tanti sono disposti ad impegnarsi per questo. Voglio mettermi al servizio della città nel ruolo che sarà utile per poter vincere". Ci credo davvero: Milano può e deve cambiare.

Il quartier generale di Pisapia al teatro dell'Elfo
LE IMMAGINI
Che dire, caro Davide? C'era già tutto nella nostra intervista dei primi di giugno scorso. Dello stile democratico e trasparente di Giuliano e di quella cappa di rassegnazione e tristezza diffusa tra i milanesi che egli aveva colto e si era ripromesso di infrangere. Oggi quel desiderio è divenuto un fatto: alleluja, in alto i calici.
Ma c'è di più. Mi piace ricordare che ho avuto involontariamente un ruolo nel linguaggio di Giuliano e della campagna. Era venuto in redazione verso metà ottobre, nel pieno delle primarie. E lo avevamo intervistato in diretta video. Gli avevo chiesto (come chiedevo a tutti i candidati) quale Milano si augurasse. E lui mi rispose: Una Milano gentile.Mi colpì quell'aggettivo. Capii che non era una banalità buttata lì, ma rispecchiava perfettamente la personalità del candidato. E mi suonava davvero dirompente rispetto a una politica spesso muscolare e trash. Era da sola un programma, conteneva una svolta. Di forma che diventava sostanza. Feci allora quel titolo: "Pisapia, voglio una Milano Gentile" come cappello della sua lunga e articolata intervista. E da allora l'aggettivo gentile tracimò per tutta la campagna elettorale caratterizzando il candidato.
Giuliano, nel suo diario, alla pagina 154 del 22 ottobre intitolata" La politica gentile" ricorda quell'episodio così:
Sono l'uomo della politica gentile. Non l'ho inventato io, ma mi pare uno slogan interessante: grazie, amici di Affaritaliani, vi meritate il copyright. Mi piace quello che hanno scritto: "Giuliano Pisapia ha un'idea di politica fatta di toni non urlati, di modi cortesi, senza arroganze nè sguaiatezze; senza volto paonazzo e giugulari rigonfie, ma solo su idee e valori. E' vero, è questa la mia idea della politica e questa è la politica che ho praticato nei miei dieci anni in Parlamento. Non ho paura che si scambi la mia gentilezza per debolezza; la forza delle idee non ha bisogno di decibel e dei pugni sbattuti sul tavolo. Adesso sono convinto che questo stile possa trionfare a Milano; che lavorando sui contenuti con fermezza, chiarezza e gentilezza, si possa cambiare la città; ed è questa la ragione per cui mi sono candidato e per cui mi aspetto il vostro voto, alle primarie del 14 novembre.
Ecco, è successo, cin cin.



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