Podestà ad Affari: commessi troppi errori. Albertini insegna
![]() Guido Podestà |
Che cosa è mancato al Pdl?
"E' un risultato non solo di Milano ma più generale. In questi anni tutti i governi che hanno avuto elezioni intermedie si sono trovati in difficoltà. L'esecutivo Berlusconi è l'unico che ha vinto due anni fa e l'anno scorso. Oggi la situazione è cambiata. Pesano anche gli effetti della crisi. La Merkel che ha un +5% di Pil ha perso qualche settimana fa a Brema".
Quindi è stato un voto contro il governo, non contro la Moratti?
"No. C'è una situazione generale. Non c'è solo il risultato di Milano".
Ma a Milano Pisapia ha battuto la Moratti con 10 punti di scarto.
"Sono stati usati toni elevati, di scontro. Il nostro elettorato è moderato, riformista. Un'eccessiva virulenza nello scontro elettorale non ci ha premiato".
Secondo lei il coordinatore regionale del Pdl Mantovani ha delle responsabilità?
"Bisogna riflettere con pacatezza e serenità sulle ragioni. E' inutile e sbagliato colpevolizzare la Moratti o Mantovani. I toni esasperati non convincono il nostro elettorato".
La candidatura della Moratti era debole?
"Col senno di poi siamo tutti pronti a parlare. Possiamo fare delle considerazioni: ovvero la difficoltà che abbiamo avuto nel comunicare tante cose che abbiamo fatto. Si è parlato molto di politica generale e poco dei problemi della città. In questi anni si è data grande importanza a un evento significativo come l'Expo ma magari i milanesi sono più interessati al cantiere sotto casa aperto troppo a lungo. Nella logica di Albertini, lui faceva l'amministratore di condominio. E questo fu premiante alla seconda prova elettorale. Ci sono tante ragioni, bisogna avere la serietà di tenerle tutte in considerazione".
Romano La Russa ha detto ad Affaritaliani.it chi qualcuno ha remato contro all'interno del Pdl?
"Lo escludo. Mi sembrano letture che non sono assolutamente veritiere. Sono delle scorciatoie. La verità è che forse siamo stati meno convincenti rispetto alla sinistra. Quello che veramente ha distinto le due campagne è stato il tono".
Il leghista Matteo Salvini ha evidenziato che rispetto a cinque anni fa il Pdl ha perso voti: da 250mila voti a 170mila, mentre la Lega è passata da 22mila a 60mila.
"Ci sono state molte liste di affiancamento che hanno tolto dei voti al Pdl che resta però il primo partito in città. La Lega ha superato il livello di cinque anni fa. Ma rispetto alle Regionali abbiamo perso entrambi. C'è una situazione che va affrontata senza caccia alle streghe, esaminando concretamente le cose".
Che cosa farà ora Letizia Moratti?
"Esprimiamo affetto e simpatia perché ha portato avanti la sua campagna in un momento non facile. Ha detto che continuerà ad occuparsi della città e per questo dobbiamo esserle grati".
Chi sarà il leader del Pdl all'opposizione? De Corato?
"E' sicuramente una delle persone più presenti in questi anni nella realtà milanese. Ha titolo per candidarsi. Ma ci sono anche altri che magari possono impegnarsi di più visto che De Corato ha anche un impegno in Parlamento. Tutti saranno utili".
Alla vigilia del voto la Moratti ha presentato la sua squadra scegliendo Castelli come vice e no Salvini, recordman di preferenze nella Lega. E' stata una mossa azzeccata?
"E' stato sbagliato indicare a 24 ore dal voto i nomi. Doveva farlo prima, obbligando così Pisapia a fare altrettanto. Farlo a 24 ore dal voto non è stata una scelta sensata. Io non l'avrei fatto".
A questo punto, Mantovani deve restare?
"C'è una decisione che verrà presa a livello centrale sull'organizzazione del partito. Sarà Berlusconi insieme alla direzione del partito a decidere".
Mariela Golia



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