Ecco perché Letizia ha perso

Giovedì, 12 maggio 2011 - 08:43:00


Di Fausto Lupetti

Guai al consigliere politico che dimentica dei passaggi della campagna del suo candidato. Se fa la scelta della calunnia verso l’avversario - normale ormai in tutti i contesti - di solito serve nella fase iniziale per delegittimare l’aversario, appannarne e scalfire l’immagine. E’ invece arma rischiosa se si sceglie l’ultimo minuto, ma non del dibattito televisivo come è avvenuto nel confronto dei candidati sindaco di Milano Pisapia e Moratti, ma a sorpresa pochi secondi prima che si chiuda la campagna. Come un colpo di grazia. Senza replica.

Ora invece il candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia avrà il tempo di recuperare, di consegnare alla stampa come sta facendo i documenti e le prove della sua assoluzione lasciando a tutti il compito di giudicare l’infamia subita. Già un magistrato Spataro conferma che nella circostanza fu assolto. E forse non è andato all’appuntamento di Affaritaliani.it perché ancora sotto l’effetto dello shock di un fatto inatteso, come si è visto in televisione, non certo perché non sappia, sia lui che i suoi, che la Rete è un rivelatore di menzogna, che le bugie finiscono per essere messe a nudo. Suggerirei queste parole in un comunicato: “La donna con cui mi confronto non è degna di governarvi. A corto di argomenti, a corto di obiezioni, ha scelto un comportamento vile. L’accusa che mi ha mosso, del furto di un veicolo per un pestaggio, è falsa. Sono stato pienamente assolto”.

I consiglieri della Moratti hanno ceduto alla regola mediatica del dibattito televisivo, che è l’ultima immagine spesso decisiva, ed è quella che si imprime nei nostri ricordi. Calcolato e furbo, a mio parere efficace, il gesto di stringere la mano, simile a quello dei tennisti vittoriosi che tendono il braccio allo sconfitto oltre la rete. Però chi vota la Moratti avrà un problema politico, se volete morale, perché se la querela dimostrerà che la persona votata si è servita della menzogna per ottenere il potere anche i loro interessi. oltre alla faccia di persone per bene, non saranno tutelati. “Coltivare la menzogna significa condannare il proprio candidato alla sconfitta” (Jacques Séguéla). E se fosse vero?
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