Pierfrancesco Majorino ad Affari: "Milano è una città che ha problemi di accoglienza"
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di Fabio Massa 
Pierfrancesco Majorino
Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd a Palazzo Marino, non ha dubbi. "Esiste un problema di accoglienza, come dice Tettamanzi. E l'unico modo per risolverlo è la cultura", spiega in un'intervista ad Affaritaliani.it. Proprio Majorino, insieme al gruppo consigliare del Pd in Comune, è l'organizzatore di FestaMigrante, una kermesse di musica e teatro con Moni Ovadia, Milvia Marigliano e il Parto delle nuvole pesanti, Sulutumana, La tribù che balla con Modou Guaye, Ballanar Ndiaye Rose e Baba Sissoko.
Capogruppo Majorino, a Milano esiste - come dice Tettamanzi - un problema di tolleranza?
Io credo di sì. Esiste un problema di tolleranza, esiste un problema di accoglienza, esiste un problema di eccessiva paura. Noi diamo solo un piccolo contributo grazie a uomini di cultura di varie estrazioni.
Philippe Daverio - Evviva la tolleranza!
Insomma, un'iniziativa contro l'apartheid.
Sicuramente non saranno ammessi in sala quelli che vogliono le metropolitane differenziate.
La Moratti dice che Tettamanzi sbaglia e che Milano è una città accogliente.
Io credo che la riflessione del cardinale non vada ridotta e appiattita ad un mero dibattito amministrativo. Bisogna parlare di pratiche politiche. E' certo che c'è un eccesso di paura e di ostilità verso l'immigrazione. Poi c'è una questione parallela che alimenta questa paura e che riguarda l'eccesso di illegalità diffuse che spesso chiamano in causa anche immigrati. Ci vuole più repressione...
Il problema sicurezza esiste, insomma.
Non mi nascondo, lo dico da tempo, molto prima di Salvini. Però prendiamo la questione dei mezzi pubblici...
Ecco, appunto.
Io di notte sulla 90 voglio la polizia che controlli bianchi neri gialli, che metta le donne nelle condizioni di poterla utilizzare. Non voglio un vagone separato. Non uso la questione della paura per generare la cultura dell'apertheid che separa il buono e il cattivo.
In questo contesto, nasce Festa Migrante.
E' una festa, una bella occasione per stare assieme. E' un momento di cultura. Credo che la cultura possa dare un contributo per accorciare le distanze in questo enorme mare che è la paura verso le differenze. Il nostro è un piccolo contributo per dire che c'è qualcosa di positivo nello straniero. Portiamo ad esibirsi artisti di grande valore. Ognuno di noi si sforzerà di portare il proprio contributo. Poi è del tutto evidente che va aperto un dibattito politico su come rendere più efficace l'azione repressiva nella lotta alle illegalità. Tema che riguarda gli immigrati e non solo.
Inviterà Salvini?
Visto che è in campagna elettorale, credo che gli convenga cercare i voti altrove. Con Salvini ci conosciamo da tanti anni: nessuno dei due sente la mancanza dell'altro.



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