Pendolari, Legambiente: in Lombardia sono 950 mila. La Cisl: sì all'aumento delle tariffe, se migliora il servizio

Martedì, 14 dicembre 2010 - 17:19:00
pendolari

Sono 950mila i pendolari che in Lombardia ogni giorno usano il trasporto pubblico per andare a lavorare o a scuola, circa 600mila dei quali per spostarsi prendono un treno. Un dato che pone la Lombardia al primo posto tra le regioni italiane per pendolari ferroviari (il 22% del totale nazionale), che in media pagano per il servizio una tariffa piu' alta che nelle regioni confinanti del 5%-10%.

Sono i dati regionali di Pendolaria 2010, il rapporto annuale di Legambiente presentato stamani nelle sede regionale della Cisl di Milano. Al centro del dibattito, al quale hanno partecipato esperti e amministratori locali provenienti da diverse regioni italiane per commentare i dati nazionali del rapporto, la qualita' dei servizi e gli aumenti tariffari previsti per i prossimi mesi a causa dei tagli al settore imposti dalla legge di stabilita'. "Va riconosciuta la continuita' di Regione Lombardia che ha investito sul materiale rotabile molto piu' di altre regioni, ma questi maggiori investimenti vanno confrontati con il numero dei pendolari che ogni giorno si spostano", ha spigato Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia.

"Non c'e' dubbio che ci sia un ritardo, ma non sulle infrastrutture stradali sulle quali si continua a investire con la scusa di essere in ritardo rispetto all'Europa, ma proprio sulla dotazione del servizio del trasporto pubblico locale. Non c'e' una pianificazione, l'ultimo piano regionale dei traspori risale al 1982, e le risorse sono insufficienti". Quarta tra le Regioni italiane, rileva il rapporto, Regione Lombardia investe infatti per le ferrovie lo 0,43% del proprio bilancio regionale.

"Ora arriveranno gli aumenti tariffari che, stando ai primi annunci dell'assessore Cattaneo, dovrebbero essere di circa il 25%, anche se i piu' colpiti saranno gli utenti delle autolinee che vedranno sia gli aumenti che tagli ai servizi per circa 45milioni di euro. Noi diciamo: si facciano aumenti anche piu' alti ma incorporando un miglioramento del servizio che ora non c'e. Altrimenti - attacca Di Simine - il rischio e' che masse di pendolari che ancora adesso, nonostante tutto, continuano a prendere il treno lo abbandonino a favore dell'auto".

"Gli amministratori lombardi continuano a pensare in modo dissociato. Da un lato promulgano buone leggi per ridurre le emissioni inquinanti e dall'altra assecondano investimenti destinati ad aumentare il gia' altissimo tasso di motorizzazione individuale", prosegue Di Simine. Tra il 2003 e il 2010, ha spiegato, la Lombardia ha investito 400milioni di euro di risorse proprio in strade e autostrade, mentre gli investimenti in ferrovie sono stati la meta'. "E' probabile che gli aumenti tariffari, a fronte di un mancato miglioramento del servizio, convincano molti pendolari a optare per l'auto, magari confidando propria nell'apertura di nuove autostrade, alle quali si destinano la gran parte degli investimenti pubblici".

Altra questione sul tappeto, l'integrazione tariffaria. "In tutte le metropoli europee c'e' il biglietto unico, non si capisce perche' nell'area milanese non si riesca a fare. Se ne parla da decenni, ma non si fa. La nostra proposta e': andiamo in Campania a spiegare come gestire i rifiuti e dalla Campania vengano in Lombardia a spiegarci come si fa l'integrazione tariffaria". Proprio la Campania, che ha introdotto il biglietto unico per l'area metropolitana, rileva il rapporto, ha visto infatti aumentare i viaggiatori ferroviari del 57% in 10 anni. "In Lombardia serve un'inversione di rotta - ha concluso Di Simine - pensiamo che la Lombardia possa finalizzare i propri investimenti a un realistico obiettivo di raddoppio dei viaggiatori che usano il mezzo pubblico entro il 2020 attraverso un piano che assegni priorita' all'ammodernamento di mezzi e infrastrutture, alla capillarita', all'aumento di frequenza dei servizi e all'integrazione tariffaria".

LA CISL - Sì ad aumenti tariffari per i trasporti ferroviari ma "nell'indice massimo del 3%-5%" e a patto di un miglioramento qualitativo dell'offerta "che oggi ancora manca" per la Cisl lombarda. "Noi valutiamo positivamente il posizionamento di Regione Lombardia per quanto riguarda il trasporto ferroviario. Registriamo soprattutto due fatti importanti: il fatto che i servizi non siano stati tagliati e la nuova societa' Trenitalia-LeNord. Stiamo notando che alcuni indicatori sono cambiati in maniera leggermente positiva per quanto riguarda puntalita' e fondi per l'acquisto di nuovo materiale rotabile, ma c'e' ancora molto da fare per la qualita' del servizio offerto", ha spiegato stamani Francesco Ferrante, segretario regionale Cisl per trasporti e mobilita'. "Laddove dovesse esserci un miglioramento della qualita' del servizio per quanto riguarda puntualita', decoro e servizio, noi diciamo si' agli aumenti tariffari, ma nell'indice massimo del 3%-5%, oltre no senza una qualita' del servizio che ancora manca".

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