Penati sulla perquisizione: "I soldi erano in camera da letto e servono per i miei viaggi"

Martedì, 2 agosto 2011 - 11:59:00


"In merito agli stralci del verbale di perquisizione e sequestro del mio appartamento
apparsi oggi su alcuni organi di informazione - scrive Filippo Penati in una nota - voglio precisare quanto segue: l'autovettura Bmw serie 5, vecchia di cinque anni, e' del 2006 non era in garage ma in strada ed e' intestata a una societa' finanziaria di San Donato Milanese, in quanto questa e' la societa' di leasing della stessa Bmw. La moto di grossa cilindrata in realta' e' una Motoguzzi 750 Nevada, di 10 anni fa, che ho recentemente acquistato usata".

"Le somme in contanti ritrovate - prosegue - non erano in diversi posti ma nella mia camera da letto e sono riferibili alle mie disponibilita' e non riconducibili a fatti che mi sono contestati vecchi di 12 anni. Tengo quel denaro a disposizione per i miei viaggi in Italia e all'estero. Desidero chiarire tutto questo per evitare suggestioni che non hanno nessuna ragione d'essere nei fatti. Ribadisco la mia totale estraneita' ai fatti contestati", conclude Penati.

L'ex sindaco di Sesto grida alla calunnia. Penati, coinvolto in un'inchiesta della Procura di Monza, punta il dito contro lo "stillicidio di notizie sulla stampa che riportano ricostruzioni unilaterali e non aggiungono elementi alla tesi accusatoria iniziale ma, anzi, creano una confusione mischiando fatti, date, persone e cifre". Penati, insomma, non ci sta a vedersi associato a "fatti che vengono contestati ad altri e spesso, per tenere alta l'attenzione, si e' ricorsi al riassunto delle puntate precedenti. Di fatto - ha detto l'esponente del Pd - continuano ad esserci soltanto due persone inquisite che mi accusano. Uno con la tesi paradossale di chi chiede la restituzione, dopo 7 anni, delle 'mazzette' e l'altro, Pasini, candidato perdente a sindaco di Sesto San Giovanni, che se le calunnie che oggi mi riversa fossero state vere, le avrebbe potuto usare nella campagna elettorale del 2007 ottenendo cosi' una sicura vittoria". Ma secondo Penati c'e' di piu': "questo signore imprenditore - ha attaccato - nella sua posizione privilegiata in quanto ha a disposizione una tribuna pubblica del consiglio comunale oltre che il ruolo di pubblico ufficiale, arriva a dichiarare, dopo oltre 10 anni, di essere stato costretto a pagare, e di esserlo stato anche in questi ultimi anni mentre e' consigliere comunale. Infine - ha concluso - trovo incredibile e lesivo della verita' come viene rappresentata su alcuni media il ritrovamento del denaro in contante durante la perquisizione in casa mia. Tale denaro proviene interamente dal mio conto in banca, come e' facilissimo verificare, e non ha nulla a che vedere con le accuse riferite a fatti di 12 anni fa". Penati ha quindi voluto sottolineare di essere "sereno" e di non avere "nulla da temere. Confido - ha detto - che nel piu' breve tempo possibile cadra' questa montagna di calunnie".
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