Pd Milano/ Lettera ai circoli: "Non siate la manovalanza"

Venerdì, 10 ottobre 2008 - 13:28:00

Parliamo di come radicarci di più sul territorio e costruire una proposta visibile per i milanesi e un’azione efficace di opposizione al governo della città e del paese. Costruendo orgogliosamente un “nostro” vocabolario sulle questioni dello sviluppo, dal tema della sicurezza e dell’integrazione alle questioni della legalità (in relazione ad una amministrazione che fa finta che la mafia a Milano non esista), dalle gigantesche trasformazioni urbane dei prossimi anni a quelle del disagio drammatico nel quale vivono le famiglie, le giovani coppie e gli anziani di questa città, dove settori un tempo fiore all’occhiello (si pensi ad esempio ai servizi per l’infanzia) vengono lasciati deteriorare da un’Amministrazione miope, impegnata solo nella spartizione delle poltrone per l’Expo 2015. Scambiamoci idee su come sviluppare azioni per informare i cittadini nei quartieri circa le ricadute concrete della crisi economica e finanziaria.

E ragioniamo con urgenza su un partito che si attrezzi al meglio per vincere le prossime sfide elettorali, dall’appuntamento importante delle provinciali, per il quale dovremo spendere tutte le energie possibili, alla sfida di Milano 2011 a cui dobbiamo guardare con tutta l’ambizione necessaria.

Per tutto questo riteniamo utile che si facciano due cose. Intanto stabilire una moratoria, da qui al congresso del 2009, che sospenda la costituzione di associazioni e correnti. Prima costruiamo il partito e ci concentriamo su cose importanti, ad esempio su come facciamo in modo che la manifestazione del 25 Ottobre diventi una grande occasione di rilancio, e poi ciascuno aderisca a tutte le associazioni che vuole. La seconda è aprire una discussione vera con i circoli e tra i circoli sul Pd milanese, le sue idee, la sua organizzazione. E inizieremo a raccogliere da subito spunti e suggerimenti (che potete inviare anche via mail a francescolaforgia@hotmail.com ).

Noi ci mettiamo a disposizione di queste sfide, perché vogliamo che il partito torni a scoprire, nell'Italia del 2008, il senso dell'essere una "passione organizzata", una comunità di persone che in modo innovativo, senza ripetere modelli del passato, riscopre il senso e lo spirito di una missione collettiva. Siamo sicuri che un lavoro impostato in questo modo sarà davvero un’altra storia.

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