Dopo Palmeri, Massari e la Maiolo. E ora la Moratti trema

Sabato, 23 ottobre 2010 - 10:20:00

manfredi palmeri
Manfredi Palmeri
E' pesante l'uscita di Manfredi Palmeri dal Pdl e il suo approdo nel partito di Gianfranco Fini.
Perchè è il presidente del Consiglio comunale di Milano e non di Canicattì. Perchè viene da Forza Italia (prima defezione dalle file azzurre) e non da An. Perchè ha saputo conquistarsi stima e prestigio in città per una interpretazione del suo ruolo di grande tatto ed equilibrio istituzionale ma anche di forte assiduità e impegno personale (non ha mai perso una seduta). Perchè il suo abbraccio a Fini, che avverrà formalmente lunedì pomeriggio al teatro Derby, dove è previsto il comizio del presidente della Camera, sarà seguito da altri smottamenti dentro il Pdl e verso Futuro e Libertà, specie nei consigli di zona.

Perchè il suo esempio sarà imitato a breve certamente dall'ex assessore all'ambiente Paolo Massari e probabilmente da Tiziana Maiolo, anch'essi ex di Forza Italia. Perchè ora in consiglio comunale la pattuglia dei finiani rappresentata dall'assessore Landi di Chiavenna, conta di più di quella dell'Udc e di quella della Lega. Perchè Udc e Fli insieme diventano determinanti nel centrodestra (dove sia i finiani che l'Udc di Pasquale Salvatore intendono saldamente rimanere, senza salti della quaglia verso il centrosinistra), soprattutto per l'elezione a maggio del sindaco, essendo Pdl e Lega insieme, secondo gli ultimi sondaggi, al 45 per cento e la Moratti è a dieci punti di meno dello schieramento che la sostiene.

giuliano pisapia

Perchè se a sinistra sarà Giuliano Pisapia a vincere le primarie, potrebbe aprirsi al centro per l'asse Udc-Fli uno spazio moderato
su cui sta ragionando (e flirtando con Udc-Fli e scommettendo anche personalmente) l'ex sindaco Gabriele Albertini. Per ora bocce ferme,assicura ad Affari chi sta curando la regia di questi piccoli sommovimenti nel centrodestra. Si attendono due date chiave: il 15 novembre, il giorno dell'esito delle primarie del centrosinistra e i primi di dicembre quando è previsto il pronunciamento della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano (da cui si capirà se in primavera si vota per le politiche oppure no). Ora le manovre in corso sono solo tattiche e di posizionamento. Dal due gennaio inizia la partita vera per il potere a Milano. Che parte da palazzo Marino, terremotata dalla clamorosa decisione di Manfredi Palmeri.
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