Omicidio Abba, i genitori: "Non perdoniamo gli assassini"
I genitori di Abdoul Salam Guiebre, per gli amici 'Abba', il ragazzo di origine africana ucciso lo scorso settembre per un furto di biscotti, hanno scritto una lettera nella quale rispondono a Fausto e Daniele Cristofoli, imputati nel processo con rito abbreviato e rei confessi dell'assassinio del giovane, nella quale affermano che "nessuna somma vale la morte di nostro figlio". "Nella scorsa udienza - si legge nella missiva - abbiamo sentito dire dai suoi assassini, per bocca del loro avvocato, che chiedono perdono. Lei - continuano, rivolgendosi al giudice Nicola Clivio - potrà immaginare qual è il nostro dolore per la morte di nostro figlio, non è concepibile che un padre e una madre seppelliscano il proprio figlio; noi non crediamo di poter perdonare nessuno, non vogliamo perdonare nessuno. Crediamo che ci sia qualcuno di superiore a noi che potrà dire se sono veramente pentiti, se la loro richiesta di perdono sia sincera". Bergamo/ Immigrato non sa leggere l'italiano: il sindaco di Caravaggio gli nega la cittadinanza
Quanto al risarcimento dei danni offerto dai Cristofoli, che stanno cercando di vendere la loro abitazione per ottenere una somma da versare come risarcimento, Guiebre Assane e Bara Aminata dicono: "Vogliamo che sia lei signor giudice a stabilire quale sia la pena giusta e quale sia il giusto risarcimento, fino a quando non ci sarà una sua decisione noi non accetteremo nessuna somma, non possiamo accettarla prima". "Abbiamo fiducia - concludono - che lei sapr decidere per il meglio, mentre nessuno ci potrà restituire nostro figlio. Vogliamo però che gli assassini paghino per aver distrutto la vita di un giovane e anche la nostra".



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