Nomine, nuovo "scontro" Idv-Pd: "Stop, prima trasparenza"
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Stop alle nomine nelle società partecipate e subito un provvedimento della giunta in consiglio comunale per garantire la trasparenza delle designazioni
. Lo chiede l'Idv di palazzo Marino, mentre il Pd replica: "La partita delle nomine ormai è iniziata, non si possono cambiare le regole a gioco in corso". Il nuovo capitolo di "scontro" fra i due partiti di maggioranza in Comune si è aperto nella seduta congiunta delle commissioni Partecipate e Affari istituzionali, riunite per esaminare una proposta di nuovo regolamento sulle nomine, elaborata da Valerio Onida con l'associazione "Città Costituzione".La bozza propone una revisione delle norme "sugli indirizzi e le procedure per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende, istituzioni e società partecipate" e ha cominciato il suo percorso di adozione da parte del consiglio comunale. Impossibile, secondo il principale partito del centrosinistra, dati i tempi di istruttoria e i bandi già aperti dall'amministrazione, che questo testo o altre nuove disposizioni possano incidere sulle nomine che il sindaco si sta preparando a fare. "Ormai quella delle nomine è una partita aperta, non si possono cambiare le regole a gioco in corso", ha ribadito Andrea Fanzago del Pd. "Qui c'è qualcuno che gioca una doppia partita", ha replicato Grassi: "Se il sindaco e la giunta credono in questa strada per la trasparenza, ci si fermi con le nomine e presentino subito un provvedimento da votare in consiglio comunale".
Candidati ai cda delle partecipate esaminati in pubblico dai consiglieri comunali, esclusione per consiglieri, assessori, dipendenti e consulenti del Comune nelle società di rilievo, no ai doppi incarichi e a quelli confermati per più di due volte, pubblicità a tutto campo su incarichi, candidature e curricula, sono le principali novità proposte dal garante della trasparenza Valerio Onida per riformare le procedure di nomina, che hanno trovato al primo esame un generale consenso nei commissari di maggioranza e opposizione.
"Certo, non credo che il consiglio comunale sia il luogo più idoneo per fare audizioni pubbliche ai candidati - ha osservato Luca Lepore della Lega - e forse sarebbe meglio che prima si concedesse all'opposizione l'audizione di un assessore", ha aggiunto in riferimento alle richieste di Pdl e Lega riguardo a Pierfrancesco Maran, mentre per Manfredi Palmeri, di Fli "giusto lavorare sulla trasparenza ma non voglio che si vendano per cose nuove regole che già ci sono. Si dovrebbe prima lavorare su quello che meno conosciamo, cioè su quello che accade dentro le società, ad esempio sulle modalità e i criteri per le assunzioni di personale".
Una "precondizione", secondo Palmeri, il "lavoro" sulle norme per la trasparenza "prima di procedere a qualsiasi nomina" ma insistere su questo punto è Idv: "Se sindaco e giunta ritenevano giusta questa strada indicata da Onida, avrebbero dovuto indicare la priorità del nuovo regolamento già a luglio, non arrivare oggi e dirci che ormai la partita è fatta. Si fermino con le nuove nomine e pensino subito a sottoporci un provvedimento che vada a soddisfare questa necessità di trasparenza. È indispensabile, anche senza parlare di quello che sta accadendo in giro".
Nei 16 articoli della bozza presentata da Onida "per scoraggiare ogni pratica di lottizzazione e favorire le migliori professionalita'" si propone intanto che ci siano delibere di indirizzo programmatico e una totale pubblicita' sul sito del Comune per ciascuno dei 30 enti "strumentali" controllati e i 58 in cui palazzo Marino nomina comunque amministratori o componenti di altri organi, fra aziende ospedaliere, fondazioni culturali o di assistenza sociale. Per i primi, e' fissata l'incompatibilita' delle cariche per i consiglieri comunali, che possono essere nominati nei secondi ma senza compenso. Tra le nuove norme si prevede anche la possibilita' anche per il sindaco di presentare propri candidati, "in nome della trasparenza, superando la prassi di farli presentare in modo indiretto da qualche consigliere", la richiesta di requisiti specifici di competenza e professionalita' ai candidati, una revisione anche della Commissione di saggi che oggi valuta i nomi proposti, e infine le audizioni pubbliche dei candidati davanti alle commissioni consiliari, sul modello delle audizioni del Senato degli Stati Uniti per le nomine presidenziali: daranno un voto di assenso o dissenso, anche se non vincolante, e se il sindaco procedera' nella nomina in presenza di un giudizio negativo, questa dovra' essere "specificamente motivata".



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