Lombarda/ Da Franco Abruzzo 5 domande a Negri
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"Negri lamenta che 'da maggio l'ex presidente dell'Ordine Franco Abruzzo ogni giorno martella e fa il nome e cognome del sottoscritto. Sei mesi incessanti, di campagna contro'. La lunga campagna del Mil ha dato un risultato strategico: ha bloccato la crescita degli avversari. E se i giornalisti torneranno a votare in massa, per Negri&C. sarà la fine. La battaglia è soltanto all’inizio. Per ora brindiamo alla vittoriosa battaglia d’arresto: gli avversari sono inchiodati sui vecchi numeri, che cominciano a scricchiolare. L’appuntamento più vicino, nel 2011, è il rinnovo della parte economica del Contratto del 27 marzo 2009. (IN CODA I RISULTATI ELETTORALI).
Analisi di FRANCO ABRUZZO/portavoce del MIL
Milano, 2 dicembre 2010. A botta calda e in un titolo, abbiamo cercato di riassumere, nell’edizione di mercoledì, il risultato delle elezioni relative al sindacato dei giornalisti della Lombardia (Alg). Questo è il titolo: “Consiglio frantumato: Stampa democratica mantiene intatta la sua forza (otto consiglieri su 30). 8 consiglieri a Stampa Libera e MIL 5 a Quarto potere. Nuova Informazione ferma a 4 consiglieri. Perde un seggio su 3 Senza Bavaglio, scompare Democrazia sindacale. Un seggio a Impegno sindacale e due seggi a Tribuna stampa. Per la presidenza Negri dovrà fare i conti con le ambizioni di Edmondo Rho e Guido Besana. Hanno votato 1.387 giornalisti professionisti contro i 1.422 del 2007 e 317 pubblicisti contro 386”. Abbiamo sotto gli occhi l’intervista di Giovanni Negri, presidente dell’Alg e leader di Stampa democratica, ad Affari italiani di ieri, e il comunicato trionfalistico di Stampa democratica (“Stampa democratica vince e cresce”).
Diciamo subito che hanno votato 1.387 giornalisti professionali (professionisti) su 5.200 circa e 317 collaboratori (pubblicisti) su 1.500 circa, rispettivamente all’incirca il 25 e il 20 per cento degli aventi diritto al voto. Tali percentuali calano ancora ove si pensi che gli iscritti professionisti all’Albo dell’Ordine lombardo sono circa 8.500 e 13.500 i pubblicisti. Questi numeri dimostrano la crisi profonda, tragica, del sindacato in Lombardia abbandonato soprattutto dai giovani giornalisti. Su questo punto Negri non spende una parola. Si gloria di aver vinto con 395 voti (411 nel 2007). 395 voti, cioè l’8 per cento degli iscritti all’Alg, meno del 5 per cento degli iscritti all’Albo.
Normalmente vince chi realizza il 51% dei voti o il 51% dei seggi (16 su 30) del Consiglio direttivo dell’Alg. Stampa democratica ha 8 seggi come l’opposizione (Stampa libera + Mil, che annobvera anche 3 probiviri + 1 sindaco + 15 delegati al Congresso della Fnsi). L’unica forza che ha guadagnato qualcosa (due seggi) è proprio l’opposizione che partiva dai 6 seggi del 2007 realizzati dal Movimento Liberi Giornalisti confluito nel fronte Mil-Stampa Libera. Le altre forze sono rimaste ferme (Quarto potere, Impegno Sindacale, Nuova Informazione e Tribuna Stampa) oppure hanno perso un seggio come Senza Bavaglio e Democrazia sindacale (che visto liquefarsi la sua rappresentanza). In effetti i 30 seggi sono sparpagliati, il Consiglio direttivo è frantumato. Ma è anche vero che Stampa democratica, Quarto potere, Nuova Informazione e Tribuna stampa sono alleati in campo nazionale nella Giunta della Fnsi; formano uno schieramento eterogeneo di 19 seggi su 30 capace di esprimere il presidente e la maggioranza della Giunta dell’Alg. Ma chi diventerà presidente qualora Negri in gennaio dovesse diventare presidente della Fnsi? Le ambizioni sfrenate del nostro sono note ai militanti di Stampa democratica sin dall’aprile 2009. Entrano in campo alchimie della peggiore politica con spartizione di posti e prebende (Inpgi, Casagit, Fondo). Nella “grande alleanza” non mancano, quindi, i problemi. Le ambizioni di Edmondo Rho e Guido Besana di succedergli sono altrettanto note e legittime. Negri punta, ha dichiarato ad Affaritaliani.it, a una rielezione plebiscitaria (come nel 2007). Questo evento non si ripeterà. L’opposizione farà l’opposizione e non diluirà la sua immagine e la sua identità in un falso e fallace unanimismo di facciata. Il sindacato ha bisogno di chiarezza, trasparenza, e comportamenti coerenti: memori della lezione di Walter Tobagi al Congresso Fnsi di Pescara, vogliamo che maggioranza e minoranza siano due mondi ben distinti. ognuno farà la sua parte. Il voto proporzionale implica questo sbocco. Negri sarà un vigilato speciale.
Frattanto si prepari a chiarire questi capitoli argomentativi:
1) Padania. Un giudice ha scritto che il sindacato lombardo ha permesso all’editore di collocare a piacimento i giornalisti in Cigs;
2) Mondadori: il sindacato, in presenza costante e non episodica di bilanci fortemente in attivo, ha consentito il prepensionamento e il pensionamento di 82 giornalisti;
3) Cumulo pensione/redditi autonomi o da lavoro: il sindacato si oppone alla completa liberalizzazione a favore dei pensionati di anzianità (e dei prepensionati equiparati ai primi) come vuole la manovra Tremonti del 2008 nonostante il parere favorevole del presidente dell’Inpgi e della Fieg;
4) Formazione professionale: il sindacato favorisce la destinazione di 2,5 mln annui di euro all’Inpgi al posto di impiegarli in corsi di aggiornamento come vuole l’articolo 45 del Cnlg e l’articolo 116 della legge 388/2000. L’utilizzo dei 2,5 mln di euro presuppone una intesa Fnsi/Fieg. Mancando l’intesa, i 2,5 mln di euro restano legittimamente nelle casse dell’Inpgi.
5) Circolo della stampa: il 18 dicembre, data della chiusura, è dietro l’angolo. Negri quando darà una risposta ai 14 dipendenti in ansia e ai giornalisti lombardi (ormai rassegnati al peggio)?
Negri lamenta che “da maggio l'ex presidente dell'Ordine Franco Abruzzo ogni giorno martella e fa il nome e cognome del sottoscritto. Sei mesi incessanti, di campagna contro”. La lunga campagna del Mil ha dato un risultato strategico: ha bloccato la crescita degli avversari. E se i giornalisti torneranno a votare in massa, per Negri&C. sarà la fine. Il confronto è soltanto all’inizio. Per ora brindiamo alla vittoriosa battaglia d’arresto: gli avversari sono inchiodati sui vecchi numeri, che cominciano lentamente a scricchiolare. L’appuntamento più vicino, nel 2011, è il rinnovo della parte economica del Contratto del 27 marzo 2009. Non sarà una passeggiata.



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