Infiltrazioni della 'ndrangheta nell'hinterland milanese. Chiesto il processo per otto persone

Giovedì, 30 ottobre 2008 - 12:18:00

LEGGI L'ORDINANZA in esclusiva su Affari

'Ndrangheta/ Gli ordini per il clan impartiti dal carcere 

Chiesto il processo per otto presunti affiliati della cosca Barbaro-Papalia al termine di un'indagine del pubblico ministero Alessandra Dolci sulle infiltrazioni 'ndranghetiste nel settore del movimento della terra nei cantieri edili a Milano e nell'hinterland con un giro di affari di svariati milioni di euro. A valutare la richiesta sarà il giudice per l'udienza preliminare Simone Luerti il 10 e 11 dicembre.


Salvatore Barbaro
Gli imputati erano stati arrestati lo scorso 10 luglio dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza con le accuse, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, riciclaggio aggravato dalle modalità mafiose e violazione della normativa sulle armi. Nell'ordinanza di custodia cautelare il gip Piero Gamacchio spiegava che avrebbero imposto "ai pubblici amministratori del Comune di Buccinasco la liquidazione di somme di denaro per lavori mai autorizzati, così procurandosi un ingiusto profitto, rappresentato dal poter operare in regime di monopolio, stabilendo i prezzi di mercato nella zona di riferimento, smaltendo altreså i rifiuti tossici derivanti dalla demolizione di edifici in discariche abusive, ovvero su aree pubbliche, che poi loro stessi chiedevano di bonificare".

Sotto l'egida di Salvatore Barbaro, ritenuto il promotore dell'associazione criminale, gli imputati avrebbero acquisito "il controllo della attività di movimento terra nell'ambito territoriale della zona sud ovest dell'hinterland milanese", in particolare "nel territorio del Comune di Buccinasco", imponendo "agli operatori economici la loro necessaria presenza negli interventi immobiliari". Il tutto attraverso intimidazioni consistite in "danneggiamenti e incendi sui cantieri, esplosioni di colpi d'arma da fuoco contro beni di altri imprenditori, incendi di vetture in uso a concorrenti o a pubblici amministratori, minacce a mano armata, imposizione di un sovrapprezzo nei lavoratori di scavo". E secondo gli inquirenti si trattava di una "consorteria mafiosa", costituente la "prosecuzione della associazione per delinquere di stampo mafioso facente capo ai detenuti fratelli Papalia, Antonio, Domenico e Rocco" condannati all'ergastolo l'11 giugno 1997 in primo grado nel processo Nord Sud.

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