Clan Valle, spunta un pranzo con le istituzioni

Lunedì, 5 luglio 2010 - 11:00:00

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Alcuni graduati della Guardia di Finanza, un manipolo ufficiali dei Carabinieri, un imprenditore legato a un clan 'ndranghetista e un napoletano con una grossa cicatrice sul volto. I personaggi ci sono tutti, nel pranzo d'affari spuntato tra le carte dell'inchiesta a carico del clan Valle.

IL PRANZO DI LAVORO - Negli atti che hanno portato agli arresti di 15 affiliati e complici della cosca calabrese operante nel milanese, spunta un banchetto: attorno vi sono seduti uomini delle istituzioni e uomini del malaffare.

IL NAPOLETANO AL CONFINO - La scena è raccontata da Domenico Bettinelli, imprenditore comasco finito nelle maglie dei tassi usurari della della famiglia Valle, cui si era rivolto per un prestito di 20mila euro: "Nel 2005, mentre ero consulente con il gruppo SIMI s.p.a. - spiega - partecipai ad un pranzo di lavoro, avvenuto in un ristorante a Carlazzo". A tavola erano presenti esponenti di alcune Istituzioni locali, "comandanti delle locali caserme della Guardia di finanza e del’Arma dei Carabinieri" e "un uomo, di origine napoletana, con una grossa cicatrice sul viso. Si trattava, continua Bettinelli "di un confinato, del quale non ricordo il nome, e del quale mi disse che si procurò lo sfregio in occasione di un attentato nel quale morì il fratello".

ADOLFO MANDELLI - Patron dell'incontro è Adolfo Mandelli. Classe 1961, nato a Vimercate, secondo l'accusa è l'imprenditore più contiguo al clan. Proprietario della Lario Servizi s.r.l., si rende intestatario fittizio di quote della Seguro srl, affinchè gli altri componenti del clan possano eludere le leggi in materia di misure di prevenzione patrimoniale. E' lui stesso a organizzare operazioni immobiliari di rilievo per i Valle. Mandelli rappresenta la testa di ponte per entrare nel giro economico milanese che conta.

INCREDULO IL SOCIO - Ancora incredulo è il socio, Angelo Sala: "Sono il primo a essere sbalordito. Con me si è sempre comportato correttamente e non mi è mai nemmeno capitato di vederlo in compagnia di persone sospette o poco raccomandabili. Non riesco ancora a credere - conclude Sala - che possa essere coinvolto in vicende di mafia".

IL BLITZ DEL 2 LUGLIO - L'arresto di Mandelli rientra nel blitz che il 2 luglio scorso ha decapitato il clan Valle. La cosca, legatissima alla famiglia calabrese dei De Stefano, operava sin dagli anni '70 a Milano e nell'hinterland.

Di Francesco Oggiano

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