Gallerista fatto a pezzi e gettato nel Naviglio, socio-allievo condannato all'ergastolo

Giovedì, 31 marzo 2011 - 15:07:00

Naviglio Maggiore

Condannato all'ergastolo e al risarcimento di 270mila euro Matteo Chigorno, l'uomo che un anno fa ha ucciso il gallerista Giovanni Schubert
, di cui era socio e maestro. La sentenza è stata emessa con rito abbreviato dal giudice per l'udienza preliminare Chiara Valori. L'omicidio è avvenuto la sera del 3 marzo 2010. In base a quanto ricostruito dal pubblico ministero Stefania Carlucci, Chigorno, all'epoca 35 anni, ha incontrato il titolare della Galleria d'arte Borgogna, 76, nella sua abitazione in via Donna Prassede. Qui sarebbe scoppiata una lite, perché Schubert pretendeva la restituzione del ricavato, 70mila euro, della vendita di tre quadri del pittore Gudmundur Errò.

Il 36enne ha aggredito l'anziano con una spranga di ferro ricavata da uno stendipanni e dei bastoni da passeggio e l'ha ucciso una vlta raggiunto un box in via Lomellina, dove ha fatto a pezzi il corpo con due coltelli da cucina. Quindi ha messo i resti di Schubert in sei sacchi e li avrebbe buttati nel Naviglio. L'omicida ha quindi passato tutta la notte nel box a cancellare le tracce di sangue e, quando la polizia lo ha raggiunto, ha tentato di negare il suo coinvolgimento, ma è stato incastrato dalle tracce di sangue trovate sul pavimento e su un paio di pantaloni. Messo alle strette, ha poi confessato.

Chigorno, che da allora si trova nel carcere di San Vittore, è poi stato accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, dall'aver agito con crudeltà, dalla minorata difesa della vittima, nonchá di sottrazione di cadavere e dell'appropriazione indebita e della ricettazione dei quadri. Il consulente del pm lo ha ritenuto capace di intendere e di volere, mentre quello della difesa, sostenuta dagli avvocati Giovanni Regalia e Francesca Maria Longhi, solo parzialmente incapace.

All'esito del procedimento, il gup ha inflitto al 36enne la condanna all'ergastolo nell'ambito del procedimento con rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena. In questo caso, la pena scontata è l'isolamento diurno del detenuto. Valori ha accolto la tesi del pm, dunque, ma ha escluso l'aggravante dei futili motivi. Ha inoltre riconosciuto un risarcimento 270mila euro a testa per la moglie di Schubert e per le due figlie, costituitesi parte civile con l'avvocato Daria Pesce. E infine ha infine disposto la restituzione dei quadri di Errò agli eredi.
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