A Milano tante piccole moschee. La Guida incontra i musulmani

Lunedì, 8 agosto 2011 - 16:10:00

"Cominciamo a lavorare oggi, perche' questo al Ciak sia l'ultimo ramadan celebrato in emergenza", lo ha annunciato l'assessore al benessere Chiara Bisconti presente stamani all'incontro con i rappresentanti delle comunita' islamiche a palazzo Marino, interpellata sulla soluzione al "problema di viale Jenner", "ereditato da una cattiva gestione della vecchia giunta" come ha spiegato lo stesso vicesindaco Maria Grazia Guida.

Anche l'appuntamento conclusivo del ramadan il 29 agosto, che richiamera' come ogni anno migliaia e migliaia di persone, probabilmente si svolgera' negli spazi della Fabbrica del Vapore che "ha dato la disponibilita' fino a fine mese" ha precisato Bisconti ricordando che e' pero' necessario "uscire dalla modalita' tampone" utilizzata nell'emergenza quest'anno. Per risolvere il problema legato alla comunita' islamica di viale Jenner verranno coinvolti anche l'assessore alla casa, Lucia Castellano e l'assessore all'urbanistica, Lucia De Cesaris: "C'e' un contratto che scade, ci sono varie problematiche che richiedono tempi lunghi - ha spiegato Guida - perche' noi vogliamo costruire un percorso per realizzare un luogo di crescita e non solo per riunirsi in preghiera".


Moschea Shaari Milano
Abdel Shaari

"Il riconoscimento dei tanti piccoli luoghi già esistenti, riferimenti territoriali importanti che meritano di avere dignità". E' questa la priorità emersa dall'incontro svoltosi a palazzo Marino tra i rappresentanti della giunta e quelli delle comunità musulmane milanesi. Confessando di essere rimasta "un po' stupita", il vicesindaco Maria Grazia Guida ha raccontato: "Nessuno ci ha posto immediatamente la questione 'moschea sì', moschea no', e questa è una cosa su cui riflettere, stiamo parlando di una Milano che cambia, ed è stato anche ipotizzato che la moschea sia stata utilizzata in passato come spauracchio, è uno schematismo da cui bisogna uscire al più' presto".

L'appuntamento e' il 14 settembre, "per una mappatura degli spazi, da cui il tavolo di confronto individuera' le priorita' delle varie comunita' e dei quartieri - ha spiegato l'assessore al benessere Chiara Bisconti - abbiamo spezzettato il problema e ci occuperemo della ricerca di un luogo di culto che sia integrato in ogni quartiere", ma una cosa e' certa, per Bisconti: "le palestre servono a fare ginnastica".

Indispensabile sara' anche il coinvolgimento dei residenti del quartiere, secondo l'assessore alla sicurezza Marco Granelli, ma il messaggio che si vuole trasmettere, e' tornata a ribadire Guida, e' che "le comunita' e i luoghi di ritrovo devono diventare spazi di crescita sociale, morale e culturale". "Anche la presenza delle donne, oggi, e' stata un segnale importante, perche' soprattutto loro hanno espresso la necessita' di un luogo di ritrovo, di scambio e di confronto, proprio come alle nostre chiese spesso e' associato un oratorio - ha aggiunto Guida - oggi abbiamo infatti parlato anche di giovani, delle seconde generazioni e di interventi contro la poverta'".

Con toni definiti "pacati", e "disponibili", i rappresentanti delle diverse comunita' presenti stamani, i pochi assenti hanno comunicato che non mancheranno ai prossimi appuntamenti, "hanno varcato la soglia di palazzo Marino per la prima volta sentendosi parte della citta' e non nemici" come ha riferito Guida, e Paolo Branca, docente dell'universita' Cattolica e coinvolto nel tavolo, ha confermato "finalmente oggi abbiamo parlato non dei musulmani ma con i musulmani".

LA LEGA SUL PIEDE DI GUERRA - Il Carroccio non ci sta e annuncia una raccolta di firme. Il capogruppo a Palazzo Marino, Matteo Salvini, ad Affaritaliani.it: "Pisapia e i suoi passano più tempo a incontrare rom e islamici che i milanesi delle periferie. Una grande moschea a Milano? Una valanga di firme li fermerà".

Nasce a Milano il coordinamento delle moschee cittadine

"In questo mese di Ramadan è nato il coordinamento delle principali realtà islamiche presenti nel Comune di Milano che ha il nome di Caim". E' quanto ha annunciato l'esponente islamico milanese Davide Piccardo. "Il nostro scopo è quello di elaborare soluzioni, proposte e instaurare un dialogo costruttivo con le istituzioni - ha spiegato - crediamo che soluzioni efficaci e positive per la cittadinanza vadano trovate attraverso un percorso di partecipazione finalizzato alla reale applicazione in ambito milanese dei diritti riconosciuti dalla nostra carta costituzionale".

La speranza del giovane Piccardo, figlio del portavoce Ucoii (Unione delle Comunita' e Organizzazioni islamiche in Italia) Hamza Piccardo, è quello di fare di "Milano il laboratorio nazionale della libertà di culto. Le nostre proposte hanno come principi cardine la garanzia dei diritti dei cittadini, il rispetto del pluralismo e della diversità, la centralità della comunità islamica milanese per la soluzione dei problemi e la sua totale indipendenza da interessi stranieri".

Una delegazione del neonato Caim sarà ricevuta dal vicesindaco del capoluogo lombardo, Maria Grazia Guida, per un primo confronto sulle tematiche che riguardano il diritto alla pratica del culto islamico a Milano. "E' un'occasione molto importante - ha concluso Piccardo - ringraziamo la nostra amministrazione comunale per la sua disponibilità".
Le associazioni islamiche milanesi che aderiscono al Caim sono la 'Fajr' di via Quaranta, l'associazione Islamica di Milano di Cascina Gobba, l'Istituto Culturale Islamico di viale Jenner, la Comunità Islamica di Milano composta dai membri della comunità turca, l'Islamic Forum-Associazione Culturale Bangla composta dalla comunità bengalese, l'associazione di Welfare Islamica di Milano, la Nuova Associazione Culturale Islamica Dar al Quran di via Stadera, l'Alleanza Islamica d'Italia, l'associazione Donne Musulmane d'Italia e i Giovani Musulmani d'Italia.

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