Modello via Padova anche in Corvetto e Sarpi
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I giudici del Tar hanno bocciato il coprifuoco voluto dal Comune di Milano in via Padova, e l'amministrazione ha gia' pronta a una soluzione: "stiamo predisponendo un nuovo provvedimento, che restringa le limitazioni degli orari dei pubblici esercizi all'area piu' prospiciente a dove e' accaduto il grave fatto delinquenziale del febbraio scorso.
Ovvero al solo il tratto di via Padova da piazzale Loreto al ponte ferroviario che taglia l'asse commerciale. Che e' poi quella soggetta a maggiori problematiche di sicurezza". Lo ha annunciato il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza di Milano, Riccardo De Corato. D'altra parte i giudici "non hanno contestato l'ordinanza nei principi di fondo - ha osservato il vice sindaco - ma nella sua eccessiva estensione territoriale. La sospensiva del Tar e' comunque un segnale che va ascoltato". Per alcune categorie, come bar e ristoranti, probabilmente sara' ripristinato il normale orario di chiusura (alle due). "Ma per altre, come centri massaggio o phone center, finora non soggetti ad alcun vincolo orario, il provvedimento va mantenuto intatto per garantire maggiore sicurezza". "Nelle misure per via Padova - sottolinea De Corato - non c'e' mai stata alcuna volonta' vessatoria. Sono state infatti adottate dal sindaco Letizia Moratti su proposta del Tavolo tecnico sulla sicurezza presieduto dal Questore".Saranno firmate "entro la prossima settimana" le ordinanze sindacali per estendere in altre tre zone di Milano, via Sarpi, piazza Corvetto e via Imbonati, i provvedimenti per la sicurezza già applicati in via Padova. Lo ha annunciato il vicesindaco, Riccardo De Corato, in occasione della conferenza dopogiunta. "Il sindaco mi ha chiesto di predisporre ordinanze anche per queste tre altre zone della città - ha spiegato il vicesindaco - e saranno pronte la prossima settimana. E' una decisione che il sindaco ha preso dopo aver visitato questi quartieri e aver parlato con i cittadini". Saranno, ha spiegato De Corato, provvedimenti "fotocopia" di quelli firmati il 18 marzo scorso ed entrati in vigore il 25 per via Padova. Con l'obbligo per gli amministratori di condominio di segnalare situazioni di irregolarità e per i proprietari o affittuari di appartamenti di presentare apposita dichiarazione sui contratti e sulle persone che vivono nei loro alloggi, l'amministrazione punta a "fare emergere situazioni abitative su cui ora non riusciamo a intervenire. Penso in particolare a quei 'dormitori' per cittadini cinesi che si nascondono negli stabili della zona di via Sarpi, ma anche alle situazioni di irregolarità segnalate nell'area di piazzale Corvetto e via Imbonati".
La sentenza di ieri del Tar potrebbe portare il Comune a rivedere le ordinanze relative a via Padova, "senza appellarci, lavorando a quello che il Tar ci chiede". A dirlo il sindaco, Letizia Moratti. Parlando a margine della cerimonia di premiazione del concorso cinematografico "Cinema in Sicurezza", al teatro Auditorium in largo Mahler, Moratti ha commentato la pronuncia del tribunale amministrativo. "E' una sentenza che ridimensiona anche quello che è stato mostrato un problema forse oltre quanto in realtà era ed è. Noi adesso stiamo esaminando questa sentenza per vedere se può essere opportuno dare seguito alla sentenza del Tar limitando maggiormente l'estensione delle ordinanze, perché questo credo sia quello che la sentenza ci dice. La stiamo esaminando, la sostanza potrebbe essere che si restringe l'applicazione a una zona più limitata ma in relazione agli esercizi commerciali non per quanto riguarda le abitazioni".



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