MiTo da record, oltre 200mila biglietti staccati
Oltre 200mila biglietti quest'anno per MiTo ma solo il 15% dei milanesi conosce il festival e sa cos'è. E' quanto emerge da una ricerca realizzata da Ispo per MiTo Settembre Musica e presentata a palazzo Marino da Renato Mannheimer con il presidente di Mito Francesco Micheli e l'assessore comunale alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory. Secondo il sondaggio, realizzato su un campione di cittadini milanesi il 16 e 17 settembre scorsi, il 55% dei milanesi non ha mai sentito parlare della rassegna, mentre il 30% ne ha sentito parlare ma non sa di cosa si tratti. A conoscere MiTo, nel nome e nel contenuto, è meno di un milanese su sei: e di questo 15%, oltre la metà, il 56% non ha mai partecipato ad un evento della manifestazione musicale. Per l'edizione di quest'anno comunque le stime, non ancora definite e che gli organizzatori intendono rendere note domani, sono di oltre 200mila ingressi, per più del 50% in prevendita. 
"Dagli oltre 170mila dello scorso anno - ha spiegato Finazzer Flory - siamo passati oltre i 200mila. MiTo sta crescendo". Quanto ai giudizi fra i conoscitori del Festival, emerge dalla ricerca l'apprezzamento per la varietà e il livello delle proposte e per la politica dei prezzi, ma su quest'ultimo aspetto oltre la metùà dei milanesi intervistati dichiara, per i concerti gratuiti, che preferirebbe pagare il biglietto piuttosto che fare la coda, trovare la sala affollata e non avere un buon posto. Solo il 26% degli intervistati dice che MiTo è una iniziativa "per la quale non vale la pena spendere soldi pubblici soprattutto in una periodo di crisi", mentre quasi tutti sono d'accordo nel dire che contribuisce a rendere viva la città. Un capitolo a parte della ricerca è stato riservato al "Focus" dedicato quest'anno alla Turchia e al centro di polemiche mosse dalla Lega in particolare per la sfilata dei giannizzeri in programma l'11 settembre. Di fatto, fra i conoscitori e partecipanti al MiTo, se ne è accorto uno su tre: il 37% dice di sapere del Focus dedicato ad Ankara, il 13% ha "notato" che molti eventi erano dedicati a questo Paese. Maggioranza degli intervistati favorevoli alla scelta della Turchia, ma il 26% dichiara che ß "poco interessante perchá i gusti culturali e musicali sono troppo distanti dai nostri" e il 14% che sarebbe stato meglio non scegliere la Turchia "perché è un paese islamico".



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