Milly Moratti ad Affaritaliani.it: “Expo? Troppe incertezze sulle aree”
Dopo la consegna del dossier di registrazione al Bie giovedì scorso, Expo 2015 spa ha presentato il masterplan del sito dell'Esposizione milanese al teatro Strehler. Per Milly Moratti, cognata del sindaco di Milano, non è tutto oro quello che luccica, anzi: le ombre superano le luci. La leader di Milano civica sceglie Affaritaliani.it per spiegare il perché di tanto scetticismo: "Non ci sono certezze, mi fa paura il non detto: che cosa accadrà dopo il 2015 e la mancata chiarezza sui veri padroni dei terreni su cui sorgeranno i padiglioni della manifestazione". Poi bacchetta Letizia: "Il dossier Expo? Il consiglio comunale è stato espropriato: non abbiamo mai visto il dossier".
![]() MILLY MORATTI AD AFFARITALIANI.IT: "L'EXPO? UNA BUFALA" |
Allora l'operazione Expo sta entrando nel vivo?
"Sono venuta qui a informarmi perché non so nulla del sito su cui sorgeranno le aree".
Ma la discussione non è passata per il consiglio comunale?
"No, ma il consiglio ha istituito un'apposita commissione. Comunque in aula ho fatto delle proposte simili a quelle che hanno fatto oggi"
Ovvero?
"La definizione del sito attuale è mutuata da un'idea di Carlin Petrini con cui sono sempre in contatto: ovvero il modello urbano di agricoltura a chilometro zero. Un'agricoltura che invece di importare da luoghi lontani il cibo si nutre coi prodotti che provengono dalle aree vicine alla città".
![]() Michela Vittoria Brambilla LE IMMAGINI |
Insisto, in consiglio comunale non avete ricevuto il dossier?
"No. C'è stato illustrato il vecchio dossier completamente diverso da quello attuale".
Che cosa prevedeva?
"La torre alta di Landmark e la Città del gusto e della salute ai mercati generali. Al suo posto adesso ci saranno le costruzioni di Ligresti"
Si può parlare di esproprio del consiglio comunale?
"Certamente. Anche perché è stato il consiglio a votare la delibera che permette di costruire su un'area in cui era vietato edificare. Ma vorrei aggiungere una cosa..."
Dica...
"Sono venuta qui per due motivi: per capire se le risorse per le metro 4 e 5, al di là delle lettere d'intenti, sono veramente messe a bilancio. Ma la cosa più importante è che voglio capire se è stata data in uso o acquista la proprietà su cui sorgerà il sito dell'Expo".
Sembra che Formigoni si sia inserito e comprerà l'area...
"Come è possibile pensare a un intervento speculativo con denaro pubblico su due aree di cui una è finanziata con denaro pubblico e una è assolutamente privata?"
E' soprattutto il Comune che deve cambiare la destinazione delle aree…
"Sì. L'unica cosa che ci hanno fatto fare in consiglio è stata questa: se avessimo vinto l'Expo quell'area sarebbe diventata edificabile. L'Expo l'abbiamo vinto e questo è acclarato. A meno che non perdiamo l'Expo per inadempienza, l'area tornerebbe a edificabilità zero. Se tutto andrà avanti sull'area si potrà costruire anche se esistono dei vincoli: il progetto dovrà tornare in consiglio per essere discusso per una variante. Sarebbe auspicabile realizzare un progetto pubblico e non un progetto di speculazione immobiliare"
Non era seduta tra le autorità. Lo vive come uno sgarbo?
"No: è solo l'incomprimibilità dei corpi, una legge della fisica. Quando sono arrivata era pieno e ho visto tutto dall'alto".
Ha capito chi comanda in quest'Expo?
"Non comanda il Comune e ho paura che non comandi nemmeno il commissario straordinario (Letizia Moratti ndr..). Ho paura, come pensiamo tutti, che comandino strutture parapubbliche e che i fini non siano trasparenti"
Ovvero?
"Se parlassimo bene del futuro del sito una volta smantellato a che cosa servirà il parco, se sarà solo una cornice a delle costruzione o servirà veramente ad un progetto pubblico"
Ci sono aree di Ligresti in quella zona?
"Non lì. Ci sono aree vicine, come l'area Stephenson, che verranno rivalutate dalla vicinanza del sito Expo. L'area Stephneson ha una densità di proposta di edificabilità, col nuovo piano sregolatore, nove volte superiore a quella normale".
Dunque da parte sua solo scetticismo e riserve?
"La strada è quella giusta, ovvero avvicinarsi al contenuto dell'Expo: l'alimentazione. La realizzazione però può essere più semplice. A Parigi in una notte installeranno gli orti della bio diversità. E' chiaro che sono cose diverse, ma il concetto è lo stesso".
Dunque?
"Sulla sostanza ci siamo: mi fa paura il non detto: che cosa accadrà dopo il 2015 e la chiarezza sui veri padroni dei terreni su cui sorgerà Expo. Non vorrei innescare tutto un movimento di speranze e di investimenti senza avere certezze"



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.




















