Milano/ Sgomberato il campo rom di via ribattino: scoppia la polemica politica
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"Circa settanta agenti della Polizia Locale, supportati da un contingente della Polizia di stato e dei Carabinieri, hanno liberato l'area ex Enel di via Rubattino occupata da circa 200 abusivi, quasi tutti romeni. La proprietà ha già iniziato i lavori di smantellamento e messa in sicurezza della struttura. Sul posto, oltre a Vigili del fuoco, Protezione Civile, sono tuttora presenti i Servizi Sociali che hanno offerto a donne e bambini l'accoglienza nelle strutture comunali".
Lo comunica il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato. "I vigili - spiega De Corato - hanno trovato condizioni igieniche spaventose e tonnellate di rifiuti che ci vorranno giorni a smaltire. Una situazione pericolosa anche per gli stessi abusivi. Con questo sgombero, il 166esimo, restituiamo alla città un'altra fetta della città abbandonata al degrado".
"Con lo smantellamento di via Rubattino scompare a Milano l'ultima grande baraccopoli. Ora in città non rimangono che piccoli insediamenti che richiedono interventi molto più semplici. L'operazione nell'area ex Enel era necessaria non solo sul piano igienico-sanitario ma anche per la sicurezza, visto che i furti sono pressochá triplicati come hanno denunciato i residenti. Tanto che uno sgombero 'in tempi brevi' era stato chiesto da una mozione urgente approvata a grande maggioranza dal Consiglio di Zona 3 lo scorso 5 novembre. Particolare riguardo, anche questa volta, ß stato rivolto all'accoglienza dei minori: peccato che chi oggi strumentalmente alza la voce su questo aspetto non abbia mai detto una parola sulla vergogna della tratta dei minori rom seviziati, costretti a prostituirsi o a rubare." Lo comunicano il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato e l'assessore alle Politiche Sociali Mariolina Moioli. "Gli operatori dei Servizi Sociali - prosegue l'assessore Moioli - , d'intesa con la Prefettura e le realtà del privato sociale, si stanno già occupando di mamme e bambini attraverso un progetto condiviso, elaborato negli scorsi giorni: a tutti è stata offerta la possibilità di essere ospitati presso strutture d'accoglienza, ma solo sei famiglie hanno accettato il ricovero il comunità".
"Sono centinaia - spiega De Corato - le lettere inviate dai residenti del quartiere che lamentavano una situazione non più tollerabile sul piano della sicurezza. Furti negli appartamenti, dei veicoli parcheggiati sulle pubbliche vie e nei box, pure danneggiate o bruciate, scippi nelle ore notturne e nei pressi del supermarket, intimidazioni e minacce. Reati denunciati anche presso il commissariato di zona. La Polizia Locale - spiega De Corato - continuerà nei prossimi giorni a monitorare la zona per impedire nuove occupazioni. Non daremo tregua agli abusivi. Grazie all'opera di moral suasion i rom in città sono scesi in tre anni da 10 mila a meno di 3 mila (1300 regolari e 1400 irregolari). Milano ha scelto una politica della legalità e dell'immigrazione sostenibile. Che poi è anche la linea dell'Unione Europea. In Romania ci sono 2 milioni di rom che pensano a Milano come a un eldorado dove avere casa e lavoro gratis. Ma Milano non ha risorse per tutti. Questo dovrebbe essere chiaro anche ai tanti buonisti e benaltristi".
"Stamattina in via Rubattino c'è stato l'ennesimo sgombero: ruspe, bambini che non riescono più ad andare a scuola, disagio e proteste. Non se ne può più, le persone non si possono annullare ed è inutile agire in maniera ostile verso i rom se poi non si danno delle alternative, è un atteggiamento che fa solo aumentare l'odio e la paura". Lo ha detto Don Gino Rigoldi, fondatore di Comunità nuova e cappellano del carcere minorile Beccaria, in merito allo sgombero del campo rom di via Rubattino, a margine il primo incontro della tre giorni "Milano si-cura", tenutosi stamani nel carcere di Bollate. "Con la crisi e il calo del mercato del lavoro ci saranno sempre più clandestini e "Milano si-cura" vuole dire basta a questa modalità poco umana di procedere, è un vero simbolo di pochezza da parte delle istituzioni che invece di investire in integrazione investono in repressione. Inoltre questo tipo di interventi 'di emergenza' porta solo disagi sia economici sia sanitari e il risultato è solo quello di spostare il problema di 50 metri. Oggi però - ha concluso Rigoldi - trovare nello straniero o nel diverso un nemico da combattere sembra essere lo sport più in voga tra i potenti".



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