Milano/ Segreteria Pd, Sandretti: "Ecco perché sto con Caputo"
Di Armando Sandretti, segreteria metropolitana del Pd di Milano
La candidatura alternativa di Filippo Caputo ha suscitato una serie di commenti negativi anche se di tono molto diverso tra di loro. Vediamo però come sono andate le cose. In più luoghi del Partito nei giorni scorsi sono emersi sconcerto e opposizione per il (non) metodo seguito nella consultazione per l'individuazione di una candidatura unica ed unitaria. Questo obiettivo avrebbe dovuto e potuto essere perseguito con un ampio coinvolgimento dei Circoli e dei militanti. Si è invece lavorato in un gruppo ristretto all'interno della mozione di maggioranza (Bersani) per poi proporre una soluzione (Cornelli) agli esponenti delle altre due mozioni, accompagnata da un accordo sulla composizione dei nuovi organismi provinciali e cittadini. Il punto di equilibrio viene raggiunto spartendo incarichi e ruoli tra le mozioni, le correnti e le cordate. Nella migliore tradizione dei Partiti fondanti. Esperienza, merito e competenza, come criteri di scelta, restano ancora una volta confinati nel Codice etico e nel Manifesto dei valori, come annunci astratti.
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La mozione di maggioranza, di cui faccio parte, ha nei mesi scorsi duramente e giustamente criticato le candidature di Cofferati, Serrachiani e Fiano, che avrebbero sommato il ruolo di parlamentare a quello di Segretario regionale. Oggi propone un Sindaco, con una propria attività professionale, per il ruolo di Segretario metropolitano. Quale membro della segreteria metropolitana ho potuto constatare come il ruolo di Segretario metropolitano in questo territorio esige un impegno a tempo pieno. Inoltre non è stato dato modo di sapere con quale progetto e con quali obiettivi per la provincia, la città e la scadenza del 2011, il candidato Segretario si presenta alle elezioni del 13 Dicembre. Non conosco Cornelli, che mi viene descritto come persona competente e capace. Non capisco come lui non si renda conto che chiunque sommando tre ruoli (professionale, istituzionale e politico) finirebbe per svolgerli male tutti. Credo che alla fine sia semplicemente una questione di buon senso. Ma penso anche che il progetto del nuovo Partito, al quale abbiamo aderito con entusiasmo, viene ulteriormente messo in crisi con processi e scelte di questo tipo. Il nuovo Segretario, chiunque sia, deve essere consapevole che un pezzo consistente del Partito si sente sempre più estraneo alle logiche correnti e si aspetta senza ulteriori dilazioni risposte nuove e convincenti.



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