Milano/ Santa Giulia, scatta l'ora degli interrogatori
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Verrano interrogati giovedì nel carcere di San Vittore i cinque arrestati e i due fermati ieri dalla Guardia di Finanza, nell'ambito dell'inchiesta sulle bonifiche nell'area di Santa Giulia. Il gip Fabrizio D'Arcangelo sentirà
l'imprenditore Giuseppe Grossi, l'assessore dimissionario alla Provincia di Pavia, Rosanna Gariboldi, Cesarina Ferruzzi, Paolo Titta, Maria Ruggero e i due fermati, Vincenzo Agosta e Matteo Terragni. Le accuse per tutti loro sono, a vario titolo, associazione a delinquere, frode fiscale, riciclaggio, appropriazione indebita, truffa. "Le regole per la bonifica vanno perfettamente. Da un punto di vista degli enti, le leggi ci sono e vengono applicate". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dopo il caso degli arresti nell'ambito dell'indagine sulla bonifica del quartiere milanese di Santa Giulia."Ho chiesto personalmente alle banche di lavorare per dare risposte positive per lo sviluppo della città. Le banche stanno lavorando per proseguire nello sviluppo di questa area importante". Lo ha detto il sindaco Letizia Moratti
"Formigoni revochi ogni autorizzazione concessa a Grossi, l'imprenditore arrestato ieri per diversi reati tra cui frode, riciclaggio e corruzione, per le numerose bonifiche in Lombardia, assegnandole a societò più affidabili per non interrompere i lavori di ripristino ambientale attualmente in corso. Solo coså si potrà dimostrare la totale estraneità di Regione Lombardia dal fittizio aumento dei costi delle bonifiche praticato dal Grossi finalizzato alla realizzazione di fondi neri che, speriamo, la magistratura ci dirà anche per che cosa sono stati utilizzati".
Lo afferma Carlo Monguzzi, consigliere regionale di Verdi e Democratici. "Grossi è accusato di aver gonfiato i costi per Montecity - Santa Giulia; in un esposto consegnato alla magistratura sosteniamo e documentiamo come la stessa cosa possa essere stata fatta dall'imprenditore alla Sisas di Pioltello. Tra le altre bonifiche in corso a cura del Grossi ci sono anche quella a Cerro al Lambro, un sito inquinato per anni da melme acide di provenienza industriale, e all'ex zuccherificio di Casei Gerola, in provincia di Pavia - prosegue -. Ci chiediamo come mai, nonostante si sapesse da febbraio che Grossi era finito sotto inchiesta tra l'altro per fatture gonfiate e riciclaggio di fondi neri, Regione Lombardia abbia avallato la richiesta avanzata dall'imprenditore, discussa e approvata dal centrodestra in Consiglio regionale, di ottenere più fondi per la bonifica alla Sisas di Pioltello. Attendiamo fiduciosi che la magistratura sveli fino in fondo un losco giro anzitutto a danno delle tasche dei cittadini".



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