Milano/ Il rebus della gronda nord

Lunedì, 22 giugno 2009 - 11:55:00


E’ una delle questioni più ‘antiche’ di Milano, e una delle battaglie più durature: condotta da un coordinamento di comitati quanto mai tenace e che recentemente ha registrato anche qualche successo. Ma come tutte le ‘cose pubbliche’ è inevitabilmente soggetta agli interessi personali di chi ne è coinvolto. La gronda nord, dopo aver cambiato nomi, amministrazioni, lunghezze e dimensioni, alla fine si farà, nonostante l’ultima sentenza del consiglio di Stato che imponeva la valutazione d’impatto ambientale: potere dell’Expo, come abbiamo già sottolineato più volte.

E non tutti, non tutti quelli del fronte anti-gronda, sono poi così dispiaciuti. Se è vero che la componente dei no-gronda è sempre stata piuttosto forte, c’è una fetta del gruppo che non è del tutto d’accordo sull’opposizione incondizionata alla strada interquartiere nord: insomma, il Comune avrà anche agito in maniera scorretta, ma il problema del traffico lungo quell’asse viario c’è, ed è ancora più fastidioso se passa proprio sotto casa tua. Pensa se con la Gronda non passasse più... Sì, ci sarà da sacrificare un parco, un po’ di verde, ma vuoi mettere non aver più quel trambusto perenne sotto casa? Durante le ultime assemblee pubbliche tenutesi a maggio sull’argomento, sono emerse chiaramente dinamiche di questo tipo. Tra i residenti, innanzitutto, che a seconda delle esigenze hanno evidentemente posizioni diverse. Ad esempio gli abitanti del nuovo quartiere di via Perini (Certosa), non hanno visto di buon occhio l’interruzione dei lavori della SIN (Strada interquartiere nord, il nuovo nome della Gronda) causata dal ricorso, in quanto questa avrebbe fermato la realizzazione delle opere di collegamento viabilistico delle nuove case, dove abita già un migliaio di famiglie e che risultano così quasi isolate.

Ma non solo: ci sono state tensioni anche a livello politico, tra candidati della stessa circoscrizione, teoricamente entrambi no-gronda. Eugenio Battistini ha accusato l’Avvocato Besostri di aver fatto campagna elettorale durante un’assemblea pubblica sulla gronda, e di essersi attribuito il merito dell’apertura della stradina di collegamento De Pisis/Graf. L’Avv.Besostri ha insinuato che le lamentele di Battistini sono arrivate a quasi un mese di distanza dall’assemblea incriminata, guardacaso alla luce dei risultati elettorali. Battistini ha dichiarato di non sentirsi più a suo agio nella lista ‘nogronda’ e ha chiesto la cancellazione del suo indirizzo, perché la sua visione della politica “contempla la risoluzione dei problemi nell’ambito di una civile convivenza con chi abbia idee o soluzioni diverse dalle sue.” L’Avv. Besostri dice di non essersi mai attribuito alcun merito e di non aver mai considerato Battistini un suo avversario, essendo entrambi candidati a sostegno del Presidente Penati per le Provinciali e nella stessa lista per le Europee. Ma tutto questo c’entra davvero con la Gronda?

Di sicuro dà la dimensione di un problema che dopo vent’anni ancora divide i cittadini di una parte di Milano e che all’occorrenza è sempre un ottimo pretesto per la politica. Qualcuno dei comitati antigronda ha commentato che a questo punto non resta che aspettare che la strada incriminata passi di fianco alle case di quelli che la pensano come Battistini. Perché, alla fine di tutto, a restare sarà la Gronda e non queste tristi scaramucce politiche.

Da chiamamilano.it

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